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Forum gay friendly Roma

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omofobia di fine estate 2009
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NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DI TE E DI CHI TI STA INTORNO

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AGRESSIONE AL GAY VILLAGE

FONTE WWW.REPUBBLICA.IT

Gay aggrediti, il testimone teme l'incolumità
"L'accoltellatore mi ha visto in faccia"


ROMA - E' ancora ricoverato in gravi condizioni all'ospedale Sant'Eugenio Dino, il giovane aggredito a coltellate ieri sera, assieme al suo compagno Giuseppe, all'uscita dal Gay Village. Intanto il testimone che ha permesso l'identificazione dell'aggressore teme per la sua incolumità: "Adesso che quell'aggressore è ancora fuori - ha detto - ho paura per la mia vita. Lui conosce il mio volto, mi ha visto da vicino, subito dopo aver accoltellato la vittima.
E' assurdo che un individuo del genere sia ancora libero".

La persona che ha ferito i due - l'uno con un coltello, l'altro con una bottiglia in testa - è infatti a piede libero. Il sostituto procuratore Giovanni Ferrara ha semplicemente applicato la legge, cheprevede - appunto - che un aggressore può essere arrestato solo in flagranza di reato.

"Vorrei andare via dall'Italia. Quello che è successo è assurdo, quando mi sono trovato il coltello conficcato ho pensato di morire", ha detto l'aggredito, un giovane marchigiano, che lavora nella capitale e che oggi ha chiamato i genitori per informarli di quanto accaduto. Accanto a lui, il compagno, anche lui aggredito, che lavora in Spagna e che avrebbe deciso di voler "restituire simbolicamente il passaporto italiano".

Ieri sera, il sindaco di Roma Gianni Alemanno, a proposito del mancato arresto dell'aggressore dei due giovani aggrediti aveva definito "inaccettabile" che un accoltellatore venisse soltanto denunciato a piede libero "per un mero cavillo procedurale".

Immediata è stata la replica della Procura: "Quello che è stato definito cavillo procedurale - spiega il procuratore della Repubblica - in realtà è la mancata flagranza di reato. La legge, in questo caso, impone soltanto la denuncia. Naturalmente la vicenda è molto grave e prenderemo tutti gli opportuni provvedimenti del caso".

Nelle prossime ore, secondo quanto si è appreso, la Procura potrebbe emettere un decreto di fermo nei confronti dell' aggressore dei due ragazzi, provvedimento che sarà valutato dal gip. Secondo il Codice l'arresto è consentito in flagranza di reato o in un momento immediatamente successivo a quello di una notizia di reato. L'accoltellatore era stato individuato e rintracciato diverse ore dopo il fatto.

Nel frattempo, una manifestazione di protesta - "una grande marcia a Roma, per i diritti e la dignità delle persone" - è stata promossa nei prossimi giorni a tutte le associazioni del movimento italiano omosessuale. L'11 ottobre, a Washington, si terrà la tradizionale giornata del Coming Out che quest'anno sarà il punto d'arrivo della marcia lanciata da Cleve Jones, attivista gay, che ha lavorato al fianco di Harvey Milk.

"Anche noi, come i gay americani, pretendiamo che il Parlamento faccia giustizia sull'uguaglianza dei diritti e per il matrimonio civile per le persone lgbt", si legge in un comunicato. "Siamo certi che tutte le persone realmente democratiche avvertano la gravità dell'ondata di odio e di violenza che si è abbattuta sul nostro Paese".


Gay aggrediti, la procura chiede l'arresto
Nuova aggressione omofoba a Rimini
In Emilia Romagna una coppia picchiata da un vicino di casa: "Ci hanno chiamati schifosi"


La vittima dell'aggressione a Roma
ROMA - La Procura di Roma fa marcia indietro. Sul caso del gay accoltellato davanti al Gay Village, i magistrati chiedono di trasformare in arresto la denuncia a piede libero contro l'aggressore. Dopo le critiche, i magistrati dell'accusa cambiano idea e chiedono al giudice per le indagini preliminari di arrestare il pregiudicato di 40 anni che sabato notte ha aggredito i gay, ferendone uno in maniera grave a colpi di coltello. "Rispetto a ieri, il mio assistito sta molto peggio - ha detto preoccupato l'avvocato che ha fatto visita alla vittima - Alterna momenti di lucidità ad altri di incoscienza". "Abbiamo sottoposto il ricoverato ad un delicato intervento chirurgico - ha spiegato il direttore sanitario dell'Asl dell'ospedale Sant'Eugenio - Speriamo di sciogliere la prognosi entro le prossime 48 ore".

Due omosessuali picchiati a Rimini. L'omofobia continua a far vittime: altri due gay sono stati picchiati a Rimini. Il pretesto di un posteggio nel cortile del caseggiato ha scatenato la furia di un vicino di casa che ha coperto di insulti a sfondo sessuale i due. "Pochi giorni fa hanno gettato delle uova sulla mia autovettura e oggi ci hanno picchiato e ci hanno chiamati esseri schifosi", racconta Daniele Priori, 27 anni, giornalista e attivista politico di centrodestra, impegnato nella lotta per i diritti civili, vittima dell'aggressione insieme al suo compagno, il cantautore Ciri Ceccarini, 29 anni, conosciuto per il suo brano Sono ciò che sono, presentato quest'anno al Pride nazionale di Genova.

Alemanno: "Restituire fiducia". Le associazioni gay ed esponenti di varie forze politiche hanno accolto con favore la decisione della procura di Roma. Soddisfatto anche il sindaco Gianni Alemanno, che aveva criticato con toni molto accesi il mancato arresto dell'aggressore. "Qualora il Gip accogliesse la richiesta della Procura - ha detto Gianni Alemanno che domani incontrerà le associazioni municipali - sarebbe un passo importante per restituire fiducia alla cittadinanza in merito a una vicenda inaccettabile".

Ricercati i complici I due gay erano stati aggrediti nella notte tra venerdì e sabato mentre si baciavano nei pressi del Gay Village, nel quartiere dell'Eur. Finora l'inchiesta è a carico di un solo indagato, "Svastichella" come lo chiamano gli amici, ma i testimoni raccontano che con il pregiudicato c'erano altre persone.


Gay aggrediti a Roma, in manette l'aggressore
"E' un individuo socialmente pericoloso"



ROMA - E' finita la libertà per il quarantenne che nei giorni scorsi ha aggredito una coppia gay accoltellando uno dei due ragazzi all'uscita del Gay Village di Roma. Alessandro Sardelli, soprannominato "Svastichella", identificato subito dopo l'aggressione, era stato semplicemente denunciato a piede libero per tentato omicidio. Scelta che aveva suscitato aspre critiche. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno aveva parlato di decisione "inopportuna" e le associazioni gay avevano gridato allo scandalo.

Le pressioni delle istituzioni sulla magistratura hanno fatto cambiare idea alla Procura che ieri ha chiesto il fermo dell'aggressore. Domanda oggi accolta dal giudice per le indagini preliminari: "Quell'uomo - ha scritto il gip - è socialmente pericoloso". "Svastichella" è stato arrestato nella sua abitazione nella zona del Laurentino, alla periferia di Roma, e portato in carcere.

"Non posso che esprimere soddisfazione - ha commentato il sindaco, che oggi incontrerà le associazioni gay - è un passo importante per restituire fiducia alla cittadinanza su una vicenda inaccettabile".

Quarant'anni, con precedenti per spaccio di droga, l'aggressore percepisce una pensione di invalidità per seminfermità mentale. Insieme a lui, quella notte al Gay Village, c'era un complice. "Sì, c'era un altro col giustiziere" ammettono in procura. Sembra che sappiano già chi è, o ci siano vicini. "Ci saranno novità, ma tra qualche giorno", dicono.

Il ragazzo accoltellato all'addome è stato "sottoposto a un delicato intervento chirurgico", ha spiegato il direttore sanitario dell'Asl dell'ospedale Sant'Eugenio. "Speriamo di sciogliere la prognosi entro le prossime ore".

Daniele Stoppello, avvocato dell'Arcigay, è stato il primo a comunicare alla famiglia del ragazzo ricoverato la notizia dell'arresto del pregiudicato: "Finalmente il provvedimento cautelare che costituisce una chiara e precisa risposta da parte della magistratura rispetto a reati di una inaudita gravità. Grazie anche alla solidarietà mostrata dalle istituzioni e dai media".


Coppia gay accoltellata al Gay Village di Roma l'aggressore è libero 22 agosto 2009





Gay Village Roma, aggressore a piede libero





Arrestato Alessandro Sardelli detto svastichella aggresore del GAY VILLAGE Roma





Gay village, la procura chiede carcere per accoltellatore



Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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ECCO DINO IL RAGAZZO ACCOLTELLATO CHE RACCONTA LA STORIA....



''Ieri le donne, oggi i gay''

fonte : www.repubblica.it



Fiamme al Qube, "Attacco omofobo"

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Nella notte i vigili del fuoco hanno spento un principio di incendio davanti al locale che ogni venerdì ospita 'Muccassassina', la più importante festa gay, lesbica e transessuale di Roma. Il Circolo Mario Mieli: "Un altro atto intimidatorio contro la comunità omosessuale"

La scorsa notte la discoteca Qube, nel quartiere romano di Portonaccio, sede delle serate Muccassassina, la più importante festa gay, lesbica e transessuale della capitale, è stata presa di mira da ignoti che hanno infranto i vetri dell'entrata e gettato liquido infiammabile. L'intervento delle forze dell'ordine e dei pompieri, chiamati da alcuni passanti che avevano notato le fiamme, ha evitato il peggio.

Il fumo aveva già riempito il locale fino all'ultimo piano. La struttura in questo periodo è chiusa per ristrutturazione e per i preparativi della stagione invernale, ma vi lavorano operai ed erano in sede fino a pochi minuti prima.

"Questo episodio è gravissimo. L'assalto alla discoteca Qube è un ennesimo attacco di individui facinorosi e vigliacchi alla comunità gay, lesbica e transessuale che si ritrova da molti anni alla discoteca Qube per la festa più importante della comunità romana e non solo", ha detto Andrea Berardicurti, segretario politico del Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli di Roma, "Un atto intimidatorio che noi siamo certi abbia origine dalla cieca violenza verso la comunità gay, lesbica e transessuale che si registra anche negli ultimi fatti di cronaca. In questo generale clima di fanatica insofferenza la comunità lgbt non si lascerà però intimidire. Facciamo appello al Prefetto, al Questore e alle forze dell'ordine di perseguire con tenacia e fermezza gli attori di questi atti vandalici alle cose e alle persone.
Sempre di più è necessario lo sforzo di tutti per un radicale cambiamento culturale che passa anche attraverso l'approvazione di leggi a tutela di gay, lesbiche e transessuali, finora fatalmente ignorate ma ormai ineludibili e non più rinviabili".

Il 12 settembre, in occasione della Notte Bianca in X Municipio, il Circolo Mario Mieli organizza una speciale serata Muccassassina alle Officine Marconi dal titolo 'Muccassassina - White Party - Piu' cultura, meno paurà.
(26 agosto 2009)


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fonte www.repubblica.it

Edited by eustachio79 - 21/10/2009, 09:17

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video (fonte www.repubblica.it)



L´ultimo affronto di Svastichella: "Poliziotti, vi stavo aspettando"
di Paolo G. Brera


«Quanto c´hai? Dammi 20 euro, offrimi una birra». Lo conoscono tutti, tra i ponti del Laurentino 38, "Svastichella" che ha massacrato a bottigliate e coltellate due ragazzi perché li ha visti darsi un bacio gay. Alessandro Sardelli, 40 anni, per amici e nemici è Svastichella che «ha il «braccino corto e la fissa dei soldi», che «fa a botte quanto beve, e beve tanto». Svastichella che «se la prende coi commercianti e sfascia i tavolini dei bar e i cassonetti», che «amici del cuore non ne ha perché è uno che si fa gli affari suoi, e se gli sale la mosca al naso si fa rispettare».

Il «vandalo del quartiere» senza donne e senza figli, che ama solo la Lazio, le sbronze e la svastica. Ecco perché lo chiamano Svastichella: «Si considera un vero fascista, e odia omosessuali e stranieri», racconta un ragazzo del quartiere. Tappa fissa al bar pizzeria del quarto ponte, di lavorare non se ne parla da anni. «Anzi, da mai: lui è... pensionato. Dice che è picchiato nel cervello e che gli danno pure una pensione, insomma dei soldi mensili». Un passato da tossicodipendente, una carriera da piccolo criminale con una valanga di precedenti penali: solo per furti e rapine, nel 2001 aveva già collezionato 18 condanne. E poi c´era la droga, e anche per quella aveva fatto dentro e fuori.

Finire in carcere non gli faceva paura nemmeno un po´. «Tanto non possono farmi niente: se mi arrestano - raccontava agli amici in questi giorni, seguito a vista da una volante della polizia - già so che il giorno dopo sono di nuovo fuori, perché è stato accertato che sono matto e ho pure il certificato di insanità mentale». Smargiassate? Mica tanto: «Il soggetto è border line, affetto da crisi depressive e quindi incompatibile con il regime carcerario», è scritto agli atti. «In passato – raccontano nel quartiere - aveva avuto problemi con la legge, ma quando lo arrestavano usciva subito dalla galera, e questo gli dava la percezione di poter rimanere sempre impunito. Ultimamente, però, diceva a tutti di essersi calmato».

Dal giorno della denuncia, i poliziotti della mobile diretti da Vittorio Rizzi lo tenevano costantemente sotto controllo «plateale» con una volante. «Vi stavo aspettando», ha detto loro quando finalmente è arrivato l´ordine del Gip, e gli agenti lo hanno potuto arrestare prelevandolo a casa al terzo ponte. Ma lui li salutava già ogni mattina, con un sorrisetto guascone e impunito.
(26 agosto 2009)


VLADIMIR LUXURIA SUL TENTATO INCENDIO AL MUCCASSASISNA (fonte www.repubblica.it)


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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ENTRO IL 12 SETTEMBRE ALEMANNO ANDRÀ AL GAY VILLAGE


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Martedì 25 Agosto 2009



Il sindaco di Roma, che ha incontrato le associazioni lgbt capitoline e nazionali, ha annunciato una visita all'Eur. Alemanno ha anche garantito appoggio alla legge contro l'omofobia e più sicurezza.
"Entro il 12 settembre farò visita al Gay Village per conoscere questa iniziativa". Con queste parole il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha accolto oggi in Campidoglio le delegazioni delle associazioni lgbt convocate dopo l'aggressione dello scorso sabato mattina davanti, appunto, al Gay Village (più in basso la prima immagine dell'aggressore). Una promessa che è stata vista da molti come un passo dell'amministrazione capitolina verso la comunità lgbt della città, dopo le polemiche sull'ultimo Pride.
Un vertice, quello di oggi in Campidoglio, che ha lasciato tutti soddisfatti sul fronte dell'attenzione verso l'incolumità e del diritto alla libera circolazione delle persone lgbt che vivono a Roma o che vi si trovano in vacanza. Tre i punti concordati tra le associazioni presenti e il sindaco Alemanno.

Per prima cosa l'istituzione di un osservatorio sull'intolleranza basata sull'orientamento sessuale, che sarà gestito direttamente dalle associazioni: un termometro costante su come vivono gay, lesbiche, trans e bisex nella Capitale, anche se Alemanno ha tenuto a precisare che Roma non è una città omofoba: "È un teorema ideologico. L'idea che ci sia un'amministrazione di centrodestra e che questa possa far aumentare l'intolleranza sessuale nella città è uno di quei teoremi propagandistici che non fanno bene a nessuno - ha dichiarato il Primo Cittadino -. Al contrario , questa amministrazione vuole fare di tutto. La legge e il rispetto dell'essere umano devono valere per tutti, senza eccezione e siamo in prima linea per dimostrare che questa posizione non ha nessuna eccezione".

Nell'immediato, intanto, per garantire la sicurezza dei frequentatori del Village e, di conseguenza, un tranquillo svolgimento delle iniziative previste all'Eur, il Sindaco ha garantito più telecamere di sorveglianza nell'area interessata, per le quali avrebbe già dato mandato a "Eur Spa", la società che gestisce questi dispositivi. In più, dopo avere concordato i dettagli con il questore, saranno inviate più pattuglie di polizia a presidiare il quartiere romano e specificatamente l'area interessata dalle attività del Gay Village e quella limitrofa.

Sul fronte politico, poi, Alemanno si è impegnato a sostenere il disegno di legge per l'introduzione dell'aggravante omofoba presentata dalla deputata del PD Anna Paola Concia e che giace ancora in Commissione Giustizia alla Camera dei Deputati.
All'incontro erano presenti Imma Battaglia per Di'Gay Project in rappresentanza del Gay Village, GayLib, Fabrizio Marrazzo presidente di Arcigay Roma e Aurelio Mancuso per Arcigay nazionale, Rita De Santis per l'Agedo, Ostilia Muras per Arcilesbica, Leila Daianis del Coordinamento nazionale Sylvia Rivera, Francesca Merli dell'Associazione Libellula Trans Roma, un rappresentante del circolo Mario Mieli, il presidente di Gaynet Franco Grillini e il legale del ragazzo accoltellato, l'avvocato Daniele Stoppelli.

"Le autorevoli dichiarazioni del sindaco Alemanno a favore del progetto di legge contro l’omofobia, venute a seguito del suo incontro con le associazioni omosessuali, che ringrazio, sono una prima e importante apertura - ha dichiarato Paola Concia -, ma non devono restare lettera morta. Devono invece essere uno stimolo per i Deputati del centrodestra ad approvare con il consenso di tutti questa legge che non è di parte, ma viene incontro a una necessità di tanti, sentita come giusta dalla stragrande maggioranza degli Italiani. Voglio rivolgere un nuovo appello – ha concluso la Deputata – a tutti i parlamentari e al Presidente della Camera Fini, affinché il testo possa essere approvato in tempi brevi, senza pregiudizi ideologici. Un’approvazione a larga maggioranza sarebbe una misura concreta in difesa dei cittadini omosessuali e transessuali e un forte segnale che l’intolleranza non ha diritto di cittadinanza in Italia".

Soddisfatto dell'incontro si dice anche il Circolo Mario Mieli. "L’incontro è stato un utile momento di confronto e gli impegni del Sindaco di Roma sono un segnale positivo di attenzione che non deve però fermarsi alle sole parole ma che deve essere fattivamente sviluppato attraverso una complessiva politica di lotta a ogni discriminazione e di dialogo con la società civile - si legge in una nota del circolo romano -. Proprio per questo ci preme ribadire che la risposta a episodi così gravi non può limitarsi alla condanna o repressione (pur necessarie) o, ancor meno, alla proliferazione su vasta scala delle telecamere di sorveglianza, ma va mirata soprattutto sul fronte culturale e comunicativo con interventi volti a sradicare in maniera definitiva il problema della discriminazione verso gay, lesbiche e transessuali".

Dello stesso tenore anche le dichiarazioni di Arcigay Roma che insiste sull'urgenza di una legge contro l'omofobia e la transfobia. "Si tratta di un segnale molto importante e ci auguriamo – hanno dichiarato Mancuso e Marrazzo riferendosi all'annunciato supporto di Alemanno e del presidente della Provincia Zingaretti al disegno di legge – che si possa trovare, così, in Parlamento un’ampia convergenza per far fronte a quella che è una vera e propria emergenza nel Paese. Alle istituzioni romane chiediamo il supporto per la stagione di mobilitazione della comunità lesbica, gay, bisessuale e trans che culminerà con una iniziativa nazionale nella Capitale".

E incalzato dalle domande dei giornalisti presenti all'incontro, Gianni Alemanno ha risposto anche sul tema del Gay Pride e delle coppie di fatto ribadendo la posizione ormai nota della giunta capitolina. "Il Comune di Roma continuerà a non patrocinarlo (il Gay Pride, ndr). Una cosa sono i diritti e la sicurezza di un singolo individuo, altra è il Gay Pride che resta una manifestazione di tendenza». Stessa posizione anche sulle coppie di fatto. "Siamo per la difesa dei diritti individuali ma non per il riconoscimento delle coppie di fatto".


fonte www.gay.it

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Turisti gay aggrediti in centro storico

fonte www.repubblica.it

L'episodio risale al 26 agosto. Le vittime sono due turisti, un ragazzo armeno di 25 anni e uno svizzero di 30


Una coppia gay di turisti è stata aggredita da un branco di ragazzi a piazza Dante, nel centro storico di Napoli. Vittime dell'episodio di violenza a sfondo omofobo sono un armeno di 25 anni e uno svizzero di 30, che hanno denunciato alla polizia l'attacco.

Il fatto è avvenuto la sera del 26 agosto. Un branco di ragazzi ha prima insultato la coppia, e poi ha inseguito i due uomini, che avevano provato ad allontanarsi, e li ha malmenati. I due sono stati soccorsi da una pattuglia della polizia

Il venticinquenne si è fatto medicare al pronto soccorso del Vecchio Pellegrini, dove i medici hanno riscontrato delle contusioni e uno stato d'ansia: è stato dimesso con una prognosi di guarigione di 5 giorni. Il compagno, invece, non si è sottoposto ad alcun soccorso. Sul fatto indaga la polizia, che ha confermato la dinamica dell'episodio, di cui ha dato notizia il presidente dell'associazione I Ken onlus, Carlo Cremona.

Per l'assessore alle politiche sociali del Comune di Napoli Giulio Riccio: "Siamo di fronte in tutta Italia ad una vera escalation di violenza omofobica frutto del clima di paura che il governo alimenta nel paese. Nei prossimi giorni - annuncia Riccio - chiederò al movimento glbt e alle associazioni omosessuali un incontro, per valutare insieme i contenuti di una campagna contro la discriminazione, le violenze e l'omofobia".
(28 agosto 2009)


Daniele Priori e Ciri Ceccarini STOP OMOFOBIA Rimini 1 parte



Daniele Priori e Ciri Ceccarini STOP OMOFOBIA Rimini 2 parte


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gay village UNA SETTIMANA DOPO....


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Nuova Aggressione Omofoba a San Giovanni a Roma Emilio Rez picchiato 28 agosto 2009



fonte www.mariomieli.org

Roma: gay sotto attacco

Il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli denuncia un ennesimo atto di aggressione ai danni di un omosessuale. I fatti si riferiscono a mercoledì 19 agosto.

Alla fine di una lunga giornata di lavoro Emilio Rez, gay e noto cantautore, più volte ospite del Maurizio Costanzo Show, viene fermato, mentre rientra a casa, da una persona che gli chiede indicazioni stradali. Dopo avergliele date, Emilio continua per la sua strada ma poco dopo viene raggiunto di nuovo dalla stessa persona che inveisce contro di lui e lo minaccia prima verbalmente e poi, nonostante Emilio si sia prontamente rifugiato in un laboratorio di dolciumi nei pressi di Piazza Re di Roma ed abbia chiamato al telefono in sua difesa gli amici che aveva lasciato qualche minuto prima, viene seguito all’interno del locale e pesantemente malmenato. Contro Emilio frasi ingiuriose del tipo: “Brutto frocio! Ora ti faccio vedere io!” Fra gli astanti, solo un ragazzo di colore interviene in difesa di Emilio.

Il tempestivo intervento di due pattuglie della Guardia di Finanza parcheggiate proprio fuori dal laboratorio e di una volante della Polizia accorsa sul posto, chiamata dagli amici di Emilio, evita il peggio. L’aggressore scompare e a nulla valgono le ricerche delle tre macchine delle forze dell’ordine. Dopo varie peripezie Emilio Rez si reca al Pronto Soccorso dell’Ospedale San Giovanni dove gli viene rilasciato un referto con diagnosi di trauna cranio- facciale, alla spalla sinistra, alla schiena e alla gamba sinistra con una ipoacusia (abbassamento della capacità uditiva all’orecchio sinistro) con una prognosi di 5 giorni.

“Si tratta di un ulteriore gesto che si inserisce in questo gravissimo clima di continua intimidazione contro i gay, le lesbiche e le persone transessuali della Capitale”, questo è il commento del Circolo Mario Mieli.
Risulta lampante che una risposta in termini esclusivamente securitari non offre garanzie di successo ed è, invece, sempre più urgente ripensare una politica di intervento complessiva e a lungo termine che non lasci fuori nessuna questione relativa ai diritti e alla qualità della vita dei cittadini omosessuali e transessuali. Proprio per questo auspichiamo che il Sindaco voglia attentamente considerare anche i tanti suggerimenti, proposte e indicazioni provenienti dalle associazioni GLBT. Una risposta che contrasti dalle fondamenta le radici culturali, psicologiche e sociali dell’odio e della discriminazione omofoba, transofoba e anche razziale che rischia seriamente di minare il tessuto civile e la pacifica convivenza a Roma e nel Paese. Un rischio che evidentemente non riguarda solo le minoranze colpite ma coinvolge tutti indifferentemente e che, per questo, richiama a una mobilitazione ampia e a un impegno condiviso”.


Edited by eustachio79 - 28/8/2009, 21:00

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
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NASCE A ROMA "I HAVE A DREAM"

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UNA FIACCOLATA SETTIMANALE CHE SI SVOLGERA OGNI VENERDI A ROMA DAL COMING OUT FINO AL CAMPIDOGLIO IN ATTESA DI UN RICONOSCIMENTO LEGALE DELLA LEGGE ANTIOMOFOBIA

ECCO IL SITO UFFICIALE DOVE SI RIPORTERANNO VIDEO E FOTO DI OGNI SINGOLO APPUNTAMENTO

http://fiaccolataglbt.wordpress.com/


Dopo gli ultimi episodi la comunità si mobilita, con blog e gruppi
su Facebook. Una manifestazione a settimana, in "Gay streeet"
I gay romani lanciano i micro-pride
Contro aggressioni e intolleranze
di MARCO PASQUA


fonte www.repubblica.it


ROMA - Mentre si allunga l'elenco delle aggressioni nei confronti dei gay, da Napoli a Rimini, da Roma a Caserta, gli omosessuali della capitale si auto-organizzano e lanciano i micro-Pride. Una manifestazione a settimana, con incontro in via San Giovanni in Laterano, meglio nota come "Gay street". Una decisione presa ieri, durante quello che può essere considerato il primo micro-Pride romano. Circa cento persone, arrivate in poche ore dopo un tam-tam su Facebook, i blog, ma anche tramite il passaparola via sms, hanno sfilato dal locale "Coming Out", nei pressi del Colosseo, e sono arrivati al Campidoglio. E qui, tutti insieme, hanno deciso di darsi appuntamento, ogni settimana, per "vivere la città", ed esprimere la rabbia per i recenti attacchi omofobi. Stamattina sono stati creati un gruppo su Facebook e un blog, per documentare le fiaccolate con foto e cronache, e per chiamare a raccolta la popolazione omosessuale.

Una decisione, quella di auto-organizzarsi, nata al di fuori delle organizzazioni GLBT (come l'Arci Gay, il Mario Mieli, Dìgayproject), e che arriva in coincidenza con una ricorrenza dall'alto valore simbolico. Il 28 agosto 1963, a Washington, ci fu la marcia per il lavoro e la libertà dei neri americani. In quell'occasione, Martin Luther King pronunciò l'ormai storico "I have a dream". Frase che dà il nome al gruppo nato in queste ore su Facebook. "Dopo una serie di aggressioni ravvicinate che ci sono state da nord a sud in Italia, da cittadini consapevoli della loro condizione di minoranza discriminata, anche noi abbiamo scoperto che abbiamo un sogno e che è necessario più che mai farci vedere - viene scritto nel gruppo - Non abbiamo paura, non siamo arrabbiati, non siamo organizzati, ma ci siamo e ci saremo ed il nostro sogno di libertà e di parità continuerà ad essere proclamato ogni settimana, accompagnati solo dalla nostra bandiera rainbow, dalle nostri voci, dalle nostre candele e dalla nostra fierezza".

Alla fiaccolata di ieri, che è stata seguita dagli agenti della Digos in borghese (non erano state richieste le autorizzazioni del caso alla Questura), ha partecipato, tra gli altri, Cristiana Alicata, attivista e blogger, membro del tavolo GLBT del Pd. Una delle militanti più agguerrite, all'interno del Pd, sul fronte dei diritti dei gay. "Ieri sera - racconta - davanti al Coming Out ci siamo ritrovati in poco più di 100. Un gran numero per la comunità GLBT dormiente romana. Una comunità che sente di doversi auto-organizzare per uscire dal ghetto, per gridare il proprio sdegno davanti al dilagare dell'omofobia e dell'intolleranza".

Per la Alicata, l'obiettivo di questi micro-Pride sarà quello di far "vivere ai gay la città". "Ci siamo resi conto di essere sempre più arrabbiati, ma che, al tempo stesso, le associazioni GLBT non rappresentavano a sufficienza il nostro sdegno - dice la Alicata - Ci sentiamo dei cittadini che hanno bisogno di uscire, parlarsi, vedersi. Vogliamo ricreare una comunità, a Roma. Non vogliamo che i gay se ne stiano solo nelle discoteche. Devono uscire per strada, e vivere la città. In città come Torino, ad esempio, ci sono luoghi e momenti di incontro, diversi da quelli offerti dalle discoteche". E, in queste ultime ore, non mancano adesioni da altre città, dove anche si vogliono organizzare eventi analoghi. "Per adesso, l'esperienza è prevalentemente romana, ma viste le adesioni e le richieste di supporto che ci stanno arrivando, penso che questo movimento spontaneo possa arrivare ad allargarsi", commenta la Alicata. Che, dalle pagine del suo blog, parla di una vera e propria "rivoluzione Rainbow": "E' necessario sfilare ogni giorno. Fare un pride a settimana finché i nostri diritti e la nostra incolumità non siano tutelate. Chiusi nelle discoteche è come stare chiusi in un ghetto dove non diamo fastidio a nessuno. Un piccolo punto di partenza, di visibilità. Chissà quante altre cose potranno nascerne di cui Roma ha un enorme bisogno.
Che la rivoluzione Rainbow abbia inizio".

Qualcuno, su Facebook, sintetizza così la formula dei micro-pride: spontaneismo; assenza della politica; assenza delle associazioni; recupero dello spazio urbano. E anche se non ci saranno le bandiere delle associazioni, c'è chi, facendone parte, ha deciso di aderire lo stesso, ma senza simboli di partiti. Gli unici simboli che si sono visti, ieri sera, erano quelli della rabbia. Cartelli che recitavano: "omosessuali sensibili? No, incazzati", oppure "donna=stupro, lesbica=botte". E, naturalmente, c'erano tante bandiere arcobaleno, il simbolo del movimento.

La fiaccolata si ripeterà ogni settimana, partendo dal Coming Out (in via di S. Giovanni in Laterano). "Chiunque condivida con noi lo stesso sogno sarà benvenuto e via dei Fori Imperiali, ogni settimana, diventerà Viale della Libertà", viene spiegato su quello che ormai è diventato il blog "ufficiale" dell'iniziativa. E le autorizzazioni della Questura? "Siamo cittadini che si incontrano - risponde la Alicata - in maniera spontanea. Decideremo dove andare, di volta in volta. Potremmo anche solo parlare, confrontarci". Intanto il prossimo appuntamento è stato già fissato: venerdì 4 settembre, alle 21. L'era dei micro-pride è iniziata.

(29 agosto 2009)


We Have a Dream



di AnsreaRM il suo canale youtube è = http://www.youtube.com/user/AndrewRm

Edited by eustachio79 - 30/8/2009, 10:24

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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Il racconto dei turisti aggrediti
"Sono froci diamogli addosso"


fonte www.repubblica.it

Circondati, sbeffeggiati e poi picchiati. Sono ancora sotto choc i due uomini aggrediti ieri a Port'Alba da un branco di trenta ragazzi. Un incubo durato almeno una ventina di minuti. 'Ho avuto paura che ci uccidessero'
di Conchita Sannino

Cercavano pretesti per pestarli. All´inizio, è bastato vedere due turisti sorridenti e un po´ spaesati, a ridosso della mezzanotte, a caccia di un taxi nei dintorni di Port´Alba. «Ma perché parlate inglese, qui si parla napoletano, non lo sapete?», li hanno provocati all´improvviso. Poi li hanno circondanti, sbeffeggiati, picchiati.

E solo quando uno dei due giovani sotto assedio è stato investito con uno scooter ed è finito a terra, solo quando ha cominciato a piangere e ad avere paura - "Smettetela, ma siete pazzi?" - i picchiatori hanno avuto un motivo anche "migliore" per aggredirli. «Sono froci. Questo è frocio, dagli addosso». È cominciata così l´agghiacciante avventura di Haik Mynasian, 25 anni, e Andrew P. E., 30 anni. Due turisti innamorati di Napoli. Al mattino avevano visitato Palazzo Reale e Castel Nuovo.

La notte sono finiti in balìa del branco. «Erano almeno trenta ragazzi, tra i 15 e i 25 anni, in sella ai motorini. A un certo punto ho pensato che non ne saremmo usciti vivi». Inseguiti e colpiti con schiaffi, calci e catene per 300 metri. Un incubo durato almeno venti minuti. Da via Bellini fino in piazza Carità. Una notte da incubo, finita tra gli interrogatori alla squadra Mobile e le medicazioni n pronto soccorso. Le vittime sono due giovani che lavorano insieme proprio nel settore dei diritti dell´uomo, studiano progetti ed investimenti per i paesi a rischio di democrazia.

Ad avere la peggio è stato Haik Mynasian, di origini armene anche se ormai residente a Milano. Il giovane, fondatore della onlus Global Civilization Center, con sede a Ginevra e a Milano, con i vestiti ancora insanguinati ha avuto il coraggio di denunciare la vile aggressione, di rimanere per tre ore negli uffici di polizia con l´intento di riconoscere attraverso le foto anche una sola di quelle facce di criminali, e solo dopo di sottoporsi alle radiografie al Vecchio Pellegrini.

Haik ha riportato contusioni su tutto il corpo, e una sospetta lesione alla gamba destra, sulla quale i suoi aguzzini hanno premuto con la ruota di uno scooter, prima che il ragazzo armeno riuscisse a scappare. È rimasto invece sotto choc e non ha voluto neppure ricorrere alle cure dei sanitari il suo amico Andrew P. E., 30 anni, svizzero. «Non mi fido di nessuno, non mi fido dei medici e della gente di qui. Voglio solo scappare dal sud Italia», ha riferito Andrew al suo amico. E proprio dalle istituzioni napoletane arriva il coro di solidarietà per Haik ed il suo amico. Il sindaco Iervolino non nasconde la sua profonda amarezza.

"È un fatto gravissimo e inaccettabile che una coppia di turisti stranieri, solo perchè gay venga aggredita da un branco di delinquenti. La nostra città non può accettare comportamenti simili. È necessario ribadire con forza, così come detta la nostra Costituzione, uguale dignità di ogni essere umano". Arrivano solidarietà e scuse ufficiali anche dal presidente del consiglio provinciale, Luigi Rispoli. «Ai turisti rimasti vittime dell´aggressione, voglio porgere le scuse del consiglio provinciale e ricordare che Napoli resta una tra le città più accoglienti ed aperte, con l´augurio di un piacevole prosieguo di vacanza nella nostra città.

Napoli è sempre stata - continua Rispoli - e tuttora è una città tollerante. Gli episodi di omofobia che purtroppo si sono succeduti nell´ultimo periodo non devono indurre a ritenere che l´atteggiamento dei napoletani nei confronti di chi esprime una diversità si sia inasprito".

I giovani del Pd, Eugenia Oliva e Giovanni Di Gennaro, chiedono «al consiglio e alla giunta regionale di aderire ufficialmente alla giornata internazionale contro l´omofobia del 7 maggio» e rinnovano l´invito "a tutti i consigli comunali e provinciali ad istituire nel minor tempo possibile il regolamento per il riconoscimento delle coppie di fatto".

Intervista a Guido Allegrezza sul clima di omofobia a Roma

(29 agosto 2009)




Edited by eustachio79 - 3/9/2009, 10:53

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

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Maria Grazia Cucinotta, Nicola Zingaretti e Ilaena Argentin al Gay Village 2009


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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A "gay street" lancio di bombe carta



DUE BOMBE CARTA ALLA STREET
01/09/2009


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Quarto caso in poche settimane. Gli aggressori avevano teste rasate
Fuggi fuggi generale, tanta paura ma nessun ferito. Stasera il corteo.
A Roma nuovi attacchi omofobi
Bombe carta contro la gay street
di PAOLO G. BRERA


ROMA - Due bombe carta, centinaia di ragazzi che fuggono urlando, un motorino a fuoco, il segno di un piccolo cratere nell'asfalto, una fioriera devastata e un ragazzo che si tiene le orecchie dal dolore: dieci minuti prima di mezzanotte, la comunità gay romana è sprofondata di nuovo in un incubo. Dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale, dopo le bombe incendiarie sul portoncino del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, stavolta nel mirino è la Gay Street della Capitale.

È una fortuna se nessuno s'è fatto male: l'unico ragazzo che era sembrato ferito al volto dalle schegge e dal rumore se l'è cavata con poco più che un grosso spavento. Secondo i rilievi dei carabinieri, a colpire sono stati due ragazzi a piedi. "Due teste rasate", raccontano i testimoni. Sono arrivati da via Ostilia, a cento metri dal Colosseo: è la prima strada che incrocia via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street.

In mano hanno i due grossi petardi, ma nessuno li nota. La strada, molto frequentata a tarda sera e non solo dalla comunità omosessuale, è animata da centinaia di ragazzi che passeggiano, bevono un drink nei dehor dei locali o chiacchierano sul marciapiedi. È un attimo: i due giovani lanciano i due petardi "in mezzo alla folla", racconta il presidente dell'Arcigay romano, Fabrizio Marrazzo, che si trovava proprio nella Gay Street. In realtà, una delle "bombe carta" colpisce una fioriera, l'altra devasta un motorino e ne rovina un altro.

Il boato è enorme, nella strada lunga e stretta: è un fuggi fuggi. I due aggressori intanto scappano a piedi, favoriti dal panico. "I ragazzi volevano corrergli dietro - racconta Marrazzo - ma li ho implorati di fermarsi: cosa sarebbe successo se fossero stati armati di un coltello?". Stasera torneranno tutti nella Gay Street, alle 22, per manifestare contro il clima invivibile che sta perseguitando la comunità. "Abbiamo invitato il presidente della Provincia Nicola Zingaretti, che ci sarà, e anche il sindaco Alemanno che invece non potrà esserci perché è in viaggio a Lourdes".

"È un gesto terroristico e conferma l'emergenza omofobia", commenta il presidente di Gaynet, Franco Grillini, ex presidente dell'Arcigay. "Arriva dopo una lunga serie di atti di aggressione e conferma quanto andiamo sostenendo da tempo: è in atto una vera e propria aggressione di stampo politico verso la comunità lgbt italiana ad opera di fanatici e di gruppi neonazisti che si sentono più o meno legittimati dalla vittoria della destra alle ultime elezioni politiche".

(2 settembre 2009


fonte www.repubblica.it

Edited by eustachio79 - 2/9/2009, 13:34

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LE FOTO

fonte www.repubblica.it

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fonte www.corrieredellasera.it

INTOLLERANZA E OMOFOBIA
Bombe carta sulla folla della gay street
Nella notte «teste rasate» lanciano rudimentali ordigni
tra la folla: molta paura, ma solo un ferito lieve




Due ragazze si abbracciano nella gay street (Jpeg)ROMA - Un nuovo grave episodio di omofobia violenta scuote la Capitale. Nella notte tra martedì e mercoledì ignoti hanno lanciato quelle che sembravano due bombe carta tra la folla riunita all'aperto nella «gay street» romana alle spalle del Colosseo. Momenti di panico e molta paura, ma fortunatamente il bilancio è di un solo ferito lieve. Gli ordigni erano diretti con tro un locale frequentato da omosessuali, il «Triclinium», all'incrocio tra via di San Gio vanni in Laterano e via Ostilia.
Già in passato nella «gay street» si erano verificate altre aggressioni. L'attentato intimidatorio, poi, arriva al culmine di due settimane di tensione iniziate con l'aggressione di due gay all'Eur - uno colpito alla testa con una bottiglia, l'altro accoltellato - presi di mira perchè si baciavano in pubblico alle 4 del mattino.
I carabinieri sono subito intervenuti sul luogo dove, intorno alla mezzanotte, sono avvenute le due esplosioni. I rudimentali ordigni - non è ancora chiaro se si trattasse di bombe carta o di grossi petardi - sono stati lanciati da giovani a bordo di motorini contro uno dei locali frequentati da parte della comunità gay romana. Gli attentatori sono poi fuggiti. Il bar non ha subito alcun danno. Il ferito è una persona colpita all'orecchio dalla scheggia di una fioriera.



La folla nella Gay Street (foto Jpeg)Testimoni accusano due giovani dalle «teste rasate», arrivati con uno scooter da via Osti lia. Dopo il lancio di quelle che sono state scambiate per bombe carta, c'è stato un insegui mento dei due attentatori fi no alla stazione del metrò Co losseo, dove i naziskin avrebbero «tira to fuori un coltello». «Ormai è un attacco organizzato», di ce Vanni Piccolo, fondatore del circolo Mario Mieli, che a mezzanotte era all’incrocio: «La situazione è estremamen te grave, si sta superando ogni limite». Accanto a lui Alessio che racconta: «Stava mo mangiando una pizza, ab biamo sentito un botto terri bile, e visto una fiammata».
Anche Fabrizio Mar razzo, il presidente dell’Arci gay, si trovava sul posto: «Si è scatenato il panico - raccon ta - Ci sono stati due lanci successivi a poca distanza l’uno dall’altro». E passa al l’attacco annunciando per questa sera alle 22 una fiacco lata «alla quale parteciperan no tutti, dovranno venire an che il sindaco (ma Gianni Ale manno è a Lourdes, ndr.) e Nicola Zingaretti: non ci faremo inti midire».
«L’atto di ieri sera - afferma Franco Grillini, presi dente di Gaynet - si configu ra addirittura come un gesto terroristico contro la comuni tà lesbica e gay romana nel luogo della sua visibilità. Si vuole ricacciare le persone omosessuali indietro di trent’anni». Le bombe carta di ieri sera arrivano, infatti, dopo una lunga serie di episodi di vio lenza: dopo i gay assaliti al villaggio dell’Eur con l’arre sto dell’aggressore «Svasti chella» e dopo l’aggressione al cantante «Rez» a San Gio vanni. E anche l’associazione gay di destra «New out», che non aderirà alla fiaccolata di stasera, annuncia una manife stazione per la prossima setti mana davanti a Palazzo Chigi.


INTERVISTA A GUIDO ALLEGREZZA - WE HAVE A DREAM, SULL'ATTENTATO ALLA GAY STREET



ALTRI TG

TG3



TV REPORTER ROMA



Edited by eustachio79 - 3/9/2009, 11:15

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

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Un giorno vennero a prendere me
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(1 di 2) VLADIMIR LUXURIA - INTERVENTO IN OCCASIONE DEL PRESIDIO ALLA GAY STREET DEL 2.09.2009





(2 di 2) VLADIMIR LUXURIA - INTERVENTO IN OCCASIONE DEL PRESIDIO ALLA GAY STREET DEL 2.09.2009



fonte www.repubblica.it

Nella Gay street sotto assedio
"Il clima è cambiato da due anni"
di MARIA NOVELLA DE LUCA



Un momento del presidio in via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street romana
È il senso d'assedio di chi realizza ad un tratto di aver perso la libertà. Di camminare, di uscire, di mostrarsi. Di essere. Un coprifuoco emotivo soffocante come il clima di questa estate.
In cui la comunità gay è stata aggredita, accerchiata, umiliata, come forse mai prima d'ora in tempi recenti. Angoscia, timore. Dopo le due bombe carta lanciate nella notte contro un locale della "Gay Street" romana, trecento metri di selciato antico tra il Colosseo e Villa Celimontana, tra la Basilica di San Clemente e un modesto susseguirsi di ristoranti per turisti, ora sono in molti ad avere paura. E a chiedere sicurezza.

"Alemanno ci aveva promesso pattuglie e telecamere. Dove sono? Non ci vuole proteggere perché siamo gay? Deve forse morire qualcuno? La verità è che da due anni qui il clima è cambiato, chi ci odia ha rialzato la testa, il sindaco condanna ma poi ci lascia soli...". La rabbia è tangibile, e accomuna gli abitanti, i commercianti, il variegato mondo lesbo e gay che la sera si dà appuntamento in via di San Giovanni in Laterano, tra lo storico "Coming out", locale più volte bersaglio di attentati, e la nuova "Ice cream bear", la gelateria degli orsi, così intitolata in omaggio ad una comunità omosessuale americana degli anni Settanta.
Carlo e Gianni, i titolari, hanno l'aria solida e pacata.

Eppure ammettono che la loro vita non è più la stessa. "Le aggressioni di questa estate - racconta Gianni - sono soltanto la manifestazione più evidente di una persecuzione continua, fatta di scritte naziste che ogni giorno cancelliamo, di bottiglie di urina lanciate dalle auto in corsa contro di noi, del timore di abbassare la saracinesca del negozio e trovare qualcuno che ti punta il coltello. Ma due anni fa, quando la "Gay Street" fu inaugurata, l'atmosfera era totalmente diversa, eravamo finalmente e serenamente allo scoperto. Poi a Roma è arrivata la Destra, la targa con la scritta "Gay Street" è stata abolita, e sono iniziate le violenze. Noi qui, con la gelateria, non siamo solo un punto d'incontro della comunità gay, ma un luogo di riferimento del quartiere. Non capisco - incalza Gianni - perché il sindaco mette pattuglie ovunque ci sia un po' di movida e abbandona quest'area alla violenza. Sembra un paradosso - ironizza Gianni - i trasgressivi gay che chiedono sicurezza. Ma è così. Vogliamo la polizia e le telecamere". E Gianni accetta sorridendo il caffè che gli offre il suo vicino venditore di kebab, di provata fede musulmana. "Non vi sembra integrazione questa?".

Valeria ha sessant'anni, tre figli, e un cane. Abita poco lontano, proprio sopra la libreria antiquaria "Gutenberg", stampe antiche in edizioni preziose, in vetrina c'è un piccolo testo con i disegni di Ottone Rosai. Dice chiaro e tondo che "omosessuali o normali non mi frega niente, ma la devono smettere di fare casino, e quando non ne posso più gli tiro l'acqua". Adesso però Valeria ha paura per sé, per il suo cuore debole e per i suoi figli. "Quando l'altra notte ho sentito lo scoppio ho pensato al terremoto, poi ai terroristi, il cuore mi ha fatto male. Mi sono vestita e sono scesa. Ma chi sono questi criminali, ma è possibile lanciare una bomba contro ragazzi e ragazze semplicemente perché sono gay? Perché fanno l'amore in un altro modo? Io gli omosessuali non li capisco e per fortuna i mie figli sono tutti normali. Ma dico che la gente va lasciata in pace. Anche i gay".

Nel pomeriggio che precede la fiaccolata contro l'omofobia, i camerieri cingalesi dei ristoranti che offrono vecchia Roma a prezzo fisso innaffiano i sanpietrini con secchiate d'acqua, per spezzare l'afa surriscaldata dal traffico rovente attorno al Colosseo. Maurizio, giovane imprenditore che fa parte del circolo Mario Mieli, seduto al "Coming Out" dice che in fondo Roma non è mai stata una "città aperta per gli omosessuali, ma se camminavi mano nella mano prima ti fischiavano e adesso ti pestano, ti accoltellano, non mi sono mai sentito veramente un diverso, adesso so che per il mio modo di amare posso rischiare anche la vita". Forse no, forse la realtà è più lieve, le teste rasate dell'ultradestra che la notte scrivono froci nei forni saranno isolate e processate. Forse. Perché invece la cronaca di queste ore è la paura che si legge negli occhi di Tiziana, che lavora al "Coming out" e di attentato incendiario ne ha vissuto più d'uno, e chiede, anche lei "ma dov'è la polizia, possibile che arrivi sempre a cose fatte?". "Sono mesi che la notte andiamo via in gruppo, guardandoci le spalle, con il timore di una coltellata. Eppure soltanto due anni fa pensavamo di essere diventati cosmopoliti, in tutto il mondo ci sono le "Gay street". Roma invece no, è tornata indietro, è diventa intollerante, razzista".
(3 settembre 2009)

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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SKYNEWS 24

Oltre 300 persone si sono riunite a via di San Giovanni in Laterano, la Gay Street della capitale, per dire no all'intolleranza. Hanno infatti dato via ad un presidio organizzato dalle associazioni per i diritti degli omosessuali per protestare contro la nuova aggressione che ha visto due persone lanciare dei petardi contro i giovani fuori dai locali della via. Tra i politici presenti l'ex parlamentare Luxuria:''Serve una legge seria che dica no ad ogni discriminazione''.



TELEVISIONE COMUNISTA PdCiNazionale



Edited by eustachio79 - 3/9/2009, 14:40

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PRESIDIO ANTIOMOFOBIA AL COMING 0UT 2 SETTEMBRE 2009 (parte 1 di 2)



PRESIDIO ANTIOMOFOBIA AL COMING 0UT 2 SETTEMBRE 2009 (parte 2 di 2)



a 24 ore dall'ultimo attentato alla comunità LGBT che in questa fine estate 2009 ha visto un'escaletion senza precedenti a Roma, le associazioni LGBTQ romane hanno indetto un presidio nello stesso luogo per lanciare un chiaro messaggio ai responsabili di questi atti , che tirano il sasso e nascondo la mano.

In piazza sono scesi diversi esponenti politici del PD e del comune promettendo che si lavorerà al più presto per l'estensione della legge Mancino al reato di omofobia.

ovvero si prevede il doppio della pena per reati che sono mossi per odio di orientamento sessuale.

parla sul palco Vladimir Luxuria

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