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Forum gay friendly Roma

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omofobia di fine estate 2009
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Presidio contro l'omofobia a Roma


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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Pomeriggio Cinque - Il Caso:Se Sei Gay Ti Tirano Le Pietre - Parte1 - 07 Settembre 2009



Pomeriggio Cinque - Il Caso:Se Sei Gay Ti Tirano Le Pietre - Parte2 - 07 Settembre 2009


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

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Luca Gandolfi - Consiglio Provinciale del 3 settembre 2009



Intervento del consigliere Luca Gandolfi (Italia dei Valori) in Consiglio Provinciale di Milano del 3 settembre 2009 nell'ambito dell'Art. 83. Argomento: "Solidarietà alle vittime dell'intolleranza omofobica"

Trans aggredito da tre giovani
riesce a farli identificare e arrestare
Hanno chiesto una prestazione subito consumata, poi hanno picchiato il giovane trans e l’hanno rapinato, lasciandolo dolorante a terra. Ma il brasiliano, 25 anni, domiciliato a Viareggio, è riuscito con le poche forze che gli rimanevano ad afferrare la targa dell’auto su cui erano arrivati i tre clienti e a staccarla




Viareggio, 10 settembre 2009 - Hanno chiesto una prestazione subito consumata, poi hanno picchiato il giovane trans e l’hanno rapinato, lasciandolo dolorante a terra. Ma il brasiliano, 25 anni, domiciliato a Viareggio, è riuscito con le poche forze che gli rimanevano ad afferrare la targa dell’auto su cui erano arrivati i tre clienti e a staccarla. L’aggressione è scattata alle 2 di lunedì notte sull’Aurelia, zona Coltano (Pisa) da parte di tre giovani di 18, 21 e 30 anni, giunti a bordo di una Citroen Picasso. Dopo l’atto sessuale, l’aggressione. Il trans viene gettato a terra e preso a calci: i tre gli strappano la borsa con dentro il cellulare. Il brasiliano resta a terra, ma trova il coraggio di attaccarsi all’auto che è stata appena messa in moto e di strappare la targa che resta nelle sue mani, prima che la vettura possa partire. Poi riesce a chiamare i soccorsi. In ospedale il 25enne brasiliano riceve le cure e un referto di sette giorni.

Partono le indagini: gli investigatori hanno un elemento importante su cui poter contare, la targa. Gli aggressori vengono identificati e arrestati, anche grazie all’accurata descrizione fornita dalla vittima. Il giovane brasiliano è stato comunque denunciato per la legge 94 del 2009 perché clandestino.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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Omofobia, l'Arcigay denuncia una nuova aggressione a Firenze



fonte unità

«Un ragazzo di 26 anni, nella notte tra il 9 e 10 settembre, poche ore dopo il presidio-fiaccolata unitario sui ponti fiorentini contro l'omofobia è stato pestato a sangue da due italiani in piazza Salvemini mentre rientrava a casa dopo una serata trascorsa in un locale gay fiorentino». Lo rende noto Arcigay Firenze. Il giovane, secondo quanto riferisce una nota, ha subito fratture agli zigomi, alla mandibola e al naso. Oggi pomeriggio è stato operato. L'episodio è stato confermato dall'avvocato Paola Pasquinuzzi, legale dell'associazione.

«Il ragazzo - prosegue l'associazione ricostruendo la vicenda - era stato avvicinato e minacciato da due uomini nel corso della serata di mercoledì all'interno di un locale gay del centro. I due erano stati allontanati dai gestori. Intorno alle 3 del mattino, il giovane sarebbe uscito dal locale e si sarebbe diretto a piedi verso piazza Salvemini, dove i due uomini, di circa 35 e 40 anni, lo avrebbero aspettato e gli si sarebbero scagliati contro a mani nude». Dopo il pestaggio il ventiseienne è stato trovato da alcuni amici, che lo hanno accompagnato a casa. Poi, ieri mattina, è stato portato al pronto soccorso e ricoverato d'urgenza.


fonte La repubblica

Picchiato davanti a un bar per omosessuali. Ha gli zigomi e il naso fratturati
L'Arcigay: "Non dobbiamo aver paura. Serve isolare le frange violente"
Firenze, calci e pugni contro un gay
aggredito nel giorno anti-omofobia


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FIRENZE - Era il giorno della manifestazione contro l'omofobia organizzata sull'Arno a Firenze. Nella notte, davanti ad un bar per gay, due giovani hanno pestato a sangue un omosessuale di 26 anni. "Brutto frocio - gli hanno gridato - prendi queste". E a suon di pugni, gli hanno fratturato entrambi gli zigomi e il naso.

E' accaduto nella notte tra mercoledì e giovedì ma solo oggi l'Arcigay di Firenze ha reso pubblica la denuncia. "I genitori del ragazzo ferito non sapevano che il figlio era omosessuale. Ora però le cose sono chiare e abbiamo incaricato i nostri legali di presentare denuncia alla polizia". Ricoverato in ospedale, il giovane picchiato è stato operato mentre gli agenti hanno sequestrato i filmati ripresi dalle telecamere fisse vicino al locale in piazza Salvemini dove è avvenuta l'aggressione nella speranza di recuperare immagini utili per l'indagine.

"Quella sera - spiegano all'Arcigay Giglio Rosa - il nostro amico era in locale per omosessuali. Ha attaccato discorso con due giovani ma quelli l'hanno apostrofato con male parole. Brutto finocchio. Noi siamo etero, gli hanno detto. Il padrone del locale ha preferito buttare fuori quei due che però hanno giurato vendetta e all'uscita dal bar, alle tre di notte, hanno aggredito il nostro amico".

"Bisogna isolare le frange violente della città", dice l'Arcigay, e chiede "a tutta gli iscritti di non avere paura", ma gli omosessuali sono spaventati. Troppi episodi di intolleranza verso i gay in questi giorni per non credere in una recrudescenza omofoba. A Roma, dopo le coltellate e le bottigliate di "Svastichella" per un bacio omosessuale e le bombe incendiarie sul portone del locale che ospita "Muccassassina", la festa gay più famosa d'Italia, nella Gay Street della Capitale una settimana fa sono state lanciate due bombe carta contro un bar gay.


Edited by eustachio79 - 13/9/2009, 15:36

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

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AGGRESSIONE OMOFOBICA AI DANNI DI UN VENTENNE A BOLOGNA

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nella notte un ventenne gay è stato aggredito da un branco di idioti violenti all\'uscita della serata gay presso lo chalet dei giardini margherita
[Bruno Pompa, 12.09.2009]
Sono trascorsi pochi giorni da quando, anche a Bologna, la cittadinanza ha mostrato il suo sdegno e la sua solidarietà per la catena di aggressioni ai danni delle persone omosessuali ritrovandosi in piazza del Nettuno.
Ed ecco che anche nella città simbolo di tolleranza accade un episodio di violenza ai danni di un gay.

Durante lo svolgimento della serata gay presso lo chalet dei giardini Margherita, ieri notte, un gruppo di quattro ragazzi ha iniziato ad infastidire un ragazzo gay. La sicurezza del posto ha immediatamente allontanato il gruppo. E questi quattro signori hanno atteso all\'uscita la fine della serata. Appena hanno individuato un amico del ragazzo in questione, lo hanno inseguito fino alla sua macchina e picchiato ripetutamente. Quando Romeo, di 20 anni, è riuscito ad avanzare qualche metro in macchina è stato nuovamente bloccato e picchiato. Le urla di una ragazza che assisteva all\'episodio ha permesso di attirare la sufficiente attenzione per mettere in fuga i quattro vigliacchi. Romeo se la caverà con la frattura del polso, qualche livido ed escoriazione. E tanta, tantissima paura.
Dall\'intervento dei Carabinieri si è saputo che uno del branco è stato identificato, poiché ha dovuto lasciare i suoi documenti all\'uscita non avendo denaro disponibile per pagare il conto delle sue bevute.

Il comitato provinciale arcigay \"Il Cassero\" esprime la sua vicinanza alla vittima di questo terribile episodio, che ormai inserisce anche Bologna nella spirale di violenza in cui è precipitata tutta la nazione.
Atteggiamenti di intolleranza e di violenza verso persone omosessuali sono sempre più frequenti. Nell\'ultimo incontro che si è tenuto in Prefettura, tra il vice prefetto e i rappresentanti delle principali associazioni lgbt, si era espressa la necessità dell\'estensione della legge Mancino anche per i reati contro l\'orientamento sessuale. In quella sede il vice prefetto chiese se Bologna risulti essere una città intollerante in questo senso; gli fu risposto che non è mai stata immune da violenze contro gay, lesbiche e trans, ma che gli episodi non hanno avuto una frequenza e una sintonia con questo nuovo clima da vera e propria battuta di caccia, se non addirittura da guerra civile come suggeriscono le bombe lanciate contro il locale gay romano qualche giorno fa.

Il Cassero in questi giorni si sta mobilitando per la partecipazione e la riuscita della grande manifestazione nazionale che si terrà a Roma il 10 ottobre prossimo contro il razzismo omofobico e per il riconoscimento della sostanziale uguaglianza di tutti. Tutti uguali, stessi diritti. Contiamo su una grande risposta della cittadinanza e sull\'appoggio e adesione di tutte le associazioni, partiti e organizzazioni che hanno sempre contribuito a costruire una società civile fondata sulla tolleranza e sul rispetto di tutte le diversità.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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(1/5) On ANNA PAOLA CONCIA, PD - CONFERENZA STAMPA: L'OMOFOBIA HA I GIORNI CONTATI 14.09.2009



(2/5) VLADIMIR LUXURIA - CONFERENZA STAMPA: L'OMOFOBIA HA I GIORNI CONTATI 14.09.2009



(3/5) GIANPAOLO SILVESTRI - CONFERENZA STAMPA: L'OMOFOBIA HA I GIORNI CONTATI 14.09.2009



(4/5) TITTI DE SIMONE - CONFERENZA STAMPA: L'OMOFOBIA HA I GIORNI CONTATI 14.09.2009



(5/5) FRANCO GRILLINI - CONFERENZA STAMPA: L'OMOFOBIA HA I GIORNI CONTATI 14.09.2009



Intervento dell'On. Anna Paola CONCIA - Partito Democratico.
Estratti della Conferenza Stampa di lancio della campagna: L'OMOFOBIA HA I GIORNI CONTATI. Roma,14 settembre 2009, Sala Mappamondo, Palazzo di Montecitorio. L'evento è stato organizzato dall'On. Anna Paola CONCIA - Partito Democratico.


http://blog.libero.it/Pezzoli/
http://www.youtube.com/FedericaPezzoli


Paola Concia, del Partito democratico, ha presentato questa mattina nella Sala del Mappamondo di Montecitorio la campagna ’omofobia ha i giorni contati’ con l’intento di "monitorare e conteggiare i giorni che il parlamento impieghera’ per approvare una legge contro l’omofobia e la trans fobia", come ha sottolineato la stessa deputata Democratica.

Alla presenza degli ex parlamentari omosessuali e trans Vladimir Luxuria, Titti De Simone, Franco Grillini e Giampaolo Silvestri, Concia ha spiegato che una legge contro l’omofobia e la transfobia potrebbe essere votata dalla commissione Giustizia della Camera gia’ mercoledi’, tutto dipende se la discussione della proposta di testo unificato, presentata dalla stessa deputata Democratica, sara’ "pacata".

Concia sottolinea infatti che questa legge, che prevede l’introduzione nel codice penale dell’aggravante dell’orientamento sessuale della persona offesa, non viene oggi discussa "sull’onda dell’emergenza", bensi’ "se ne discute da anni in Parlamento" e in particolare "la commissione Giustizia della Camera gia’ da un anno lavora a questo provvedimento. La discussione e’ quindi a uno stadio avanzato -precisa l’esponente del Pd- e, sempre che ci sia la volonta’ politica, si potrebbe arrivare ad una rapida approvazione".


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On. ANNA PAOLA CONCIA - PD. INTERVISTA IN OCCASIONE DELLA CONFERENZA STAMPA DEL 14.09.2009



Intervista all'On. Anna Paola CONCIA - Partito Democratico, realizzata in occasione della Conferenza Stampa di lancio della campagna: L'OMOFOBIA HA I GIORNI CONTATI. Roma, 14 settembre 2009, Sala Mappamondo, Palazzo di Montecitorio. L'evento è stato organizzato dall'On. Anna Paola CONCIA - Partito Democratico.

http://blog.libero.it/Pezzoli/
http://www.youtube.com/FedericaPezzoli


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Mara Carfagna accetta di incontrare Paola Concia sulla legge anti-omofobia
Scritto il 07 Settembre 2009


Eppur si muove, come disse qualcuno che ha legato il suo nome a quello del telescopio! Il Ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha accettato di incontrare Paola Concia al fine di discutere sulle URGENTI iniziative legislative contro l’omofobia.
La portavoce del tavolo nazionale LGBY del PD, si dice sinceramente contenta che la Ministra Carfagna sia arrivata alla conclusione che serva una norma contro l’omofobia. «La Ministra Carfagna sa benissimo che, per venire incontro alle osservazioni della maggioranza, otto mesi fa ho proposto in Commissione Giustizia, nel mio ruolo istituzionale di relatrice, un testo unificato che prevede l’aggravante per i reati di omofobia e transfobia. Il testo è già frutto della mediazione con la maggioranza ed è pronto per essere votato in Commissione prima e poi in Aula. È il Pdl che finora non si è espresso. Ho proposto il testo unificato nello spirito di unità e condivisione tra maggioranza e opposizione per la risoluzione di un problema così grave. Mi auguro che la ministra Carfagna sappia cogliere questo spirito e lavorare insieme per raggiungere un grande obiettivo di civiltà. Per questo chiedo alla Ministro, nella mia veste istituzionale di relatrice, un incontro urgente per creare in Parlamento le migliori condizioni per una larghissima condivisione di un provvedimento così importante e urgente».

L’incontro si terrà dopo la Conferenza Internazionale contro la violenza sulle donne, quindi in una data che sia dopo il 10 settembre. La stessa Ministra ammette: «L’obiettivo è comune: quello, cioè di rendere più severe le pene per chi compie un reato legato alla discriminazione per orientamento sessuale. Nel frattempo è fondamentale rompere la spirale dell’emulazione, condannare duramente gli episodi di questi giorni». Eppur si muova!!!


FONTE TUTTOUOMINI.IT

Edited by eustachio79 - 15/9/2009, 14:15

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BOLLETTINO DI GUERRA ESTATE 2009

Sebastian di Romeo in Love condensa in una puntata del suo programma tutti gli episodi di omofobia di questa estate In Italia


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19 set 2009

Ancora un atto intimidatorio al "Qube" che ospita gli eventi organizzati da Muccassassina
Si tratta dell'ennesimo episodio di intolleranza omosessuale nella Capitale
Nuovo gesto omofobo a Roma
Attacco incendiario contro locale gay
La condanna del sindaco Alemanno: "Stessa mano di attentati precedenti". Circolo Mario Mieli: "Evitare allarmismi"

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fonte www.repubblica.it


I rilievi davanti all'ingresso del locale
ROMA - Ancora un episodio di violenza contro la comunità omosessuale a Roma. Un attacco incendiario è avvenuto poco prima delle sette di questa mattina contro la discoteca Qube, nella zona di Portonaccio, noto locale gay della Capitale, senza provocare feriti. Non si è trattato del lancio di una molotov, come si è creduto in un primo momento: i carabinieri hanno accertato che la benzina andata a fuoco che ha annerito il portone del locale è stata versata da una bottiglia da un litro e mezzo e non lanciata, come era stata avanzato in una prima ipotesi.

In base ai rilievi e alle indicazioni di un testimone che ha avvertito il 112 sarebbero state due le persone che, con il volto coperto dai caschi, hanno dato fuoco al liquido infiammabile versato davanti al locale. I carabinieri accanto alla bottiglia vuota rimasta per terra hanno anche trovato un sasso piuttosto grande e alcune lesioni sul vetro all'ingresso del Qube. Questo farebbe ipotizzare che probabilmente i due hanno prima tentato di sfondare il vetro cercando di versare il liquido infiammabile all'interno del locale. Ma questa ipotesi deve essere ancora suffragata da ulteriori accertamenti.

"Probabilmente c'è la stessa mano degli attentati precedenti" ha commentato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, esprimendo la sua "totale condanna per il nuovo attentato contro un locale frequentato da persone omosessuali". "Mentre attendiamo l'esito delle indagini - ha sottolineato - è assolutamente necessario un forte coinvolgimento di tutte le istituzioni contro qualsiasi forma di discriminazione razzista e omofoba. Per questo dobbiamo impegnarci affinché la fiaccolata in programma a Roma per il 24 settembre trovi larghissima partecipazione di tutte le forze politiche e sociali della nostra città".

"Se c'è un attacco e un aumento della violenza contro la comunità omosessuale credo che tutti, la società civile e la politica, devono fare muro perché è intollerabile qualunque forma di discriminazione" ha detto il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni, commmentando la notizia del nuovo attacco a margine del Forum dei Giovani Imprenditori di Confcommercio. "Sono disponibile - ha aggiunto - a fare la mia parte".

Secondo il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli "mancherebbero i presupposti perché si possa parlare di attacco omofobo, diretto contro la comunità glbt e uno dei suoi locali simbolo". "Pur non sottovalutando il preoccupante gesto" si legge in una nota, "si invita quindi alla massima prudenza anche i media, per evitare allarmismi all'interno di una comunità già sotto pressione per gli eventi che si sono ripetuti a Roma e in altre città italiane negli ultimi mesi".

"Se gli inquirenti confermeranno la matrice omofoba" dichiara, in una nota, il presidente di Arcigay Roma, Fabrizio Marrazzo, "si tratterebbe dell'ennesimo tentativo di intimidazione verso le persone lesbiche, gay e trans. Colpire i luoghi di ritrovo a cui la nostra comunità fa riferimento vuol dire lanciare un messaggio di intolleranza e violenza ben preciso. Questa strategia della tensione non ci fa paura: rispondiamo con la forza della nostra presenza in città, con la grande fiaccolata cittadina del 24 settembre e con la manifestazione unitaria 'Uguali' che si terrà nella Capitale il 10 ottobre".

La discoteca Qube era già stata obbiettivo di un'altra intimidazione nel corso dell'estate, da quando è iniziata una escalation di violenze e aggressioni che hanno colpito la comunità omosessuale in Italia e nella Capitale. Solo a Roma dal 19 agosto scorso sono stati numerosi gli episodi di intolleranza omofoba, espressa con aggressioni a ragazzi gay o atti intimidatori verso luoghi e locali frequentati dalle comunità omosessuali, come appunto il Qube - sede storica della serata Muccassassina, la più importante festa gay, lesbica e transessuale della Capitale che riprenderà dal 9 ottobre prossimo - che a fine agosto è stata presa di mira da ignoti che hanno rotto i vetri dell'entrata e appiccato il fuoco all'interno del locale.
(19 settembre 2009)






Edited by eustachio79 - 20/9/2009, 11:52

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L'ESTATE è FINITA MALE AGGRESSIONI CONTINUANO



Coppia gay aggredita in centro
«Presi a calci al grido di "camerati"»
I ragazzi sarebbero stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter
Una coppia di ragazzi gay denuncia di essere stata aggredita questo pomeriggio nei pressi di via del Corso, mentre stava percorrendo a piedi via del Collegio Romano diretti al Pantheon. I ragazzi sarebbero stati avvicinati da 6 giovanissimi a bordo di 3 scooter. Il più giovane della coppia, Francesco, un venticinquenne, sarebbe stato aggredito con un colpo di casco sulla testa e un calcio all'inguine. A raccontare l'episodio è Massimo Fusillo, il compagno di Francesco e presidente di un'associazione di orientamento Gay "Leather Club Roma".

"Eravamo appena usciti da Palazzo Venezia - ha raccontato Massimo Fusillo - dopo aver visitato la mostra l'intenzione era quella di andare a pranzare in un ristorante al Pantheon. Ci siamo incamminati lungo via del Corso e abbiamo deciso di tagliare per una delle stradine laterali quando siamo stati avvicinati da 6 ragazzi in motorino: erano giovanissimi, forse dai 16 ai 18 anni".

La coppia, ancora scossa per quanto accaduto intono alle 14, al momento non ha sporto denuncia e sta valutando se rivolgersi alle forze dell'ordine. Secondo il racconto di Fusillo, probabilmente ad attirare l'attenzione degli aggressori è stato l'abbigliamento della coppia gay, che indossava capi in stile Skinhead sharp (l'acronimo di skinhead against racial prejudice, ovvero contro il pregiudizio razziale), tra cui anche i classici lacci delle scarpe gialli.

"Forse - ha spiegato - hanno visto il nostro modo di vestire come un affronto o forse hanno solo capito che siamo una coppia gay, anche se in quel momento non ci stavamo scambiando effusioni. Ci hanno avvicinato - ha continuato - erano alle nostre spalle, ci hanno fatto il saluto romano ma noi non abbiamo risposto, poi ci hanno più volte gridato 'camerati'.

Io ho cominciato a correre verso via del Corso pensando che anche il mio compagno lo stesse facendo ed invece è rimasto indietro. Il tempo di accorgermene e lo avevano già aggredito. 'Io non sono fascista' ha gridato Francesco mentre i suoi aggressori fuggivano in sella agli scooter diretti verso piazza Venezia. 'Appunto, lo siamo noi', hanno risposto.

Fisicamente Francesco sta abbastanza bene - ha detto Fusillo - a parte il dolore alla mano con cui ha cercato di proteggersi dal colpo alla testa. Psicologicamente è invece ancora molto scosso, alcuni mesi fa aveva subito un'altra aggressione, gli avevano puntato un coltello alla gola".

Secondo quanto riferito i due fidanzati sarebbero stati immediatamente soccorsi da alcuni turisti italiani per poi andare a raccontare il fatto ad una vicina auto della polizia municipale. "Ci hanno consigliato di prendere un taxi - ha concluso Fusillo - ma ci aspettavano di essere almeno accompagnati ed invece, sconvolti, ci siamo incamminati da soli a piedi verso piazza San Silvestro".
(11 ottobre 2009)


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13 OTTOBRE 2009 - IL GOVERNO GETTA LA MASCHERA



LA LEGGE DELLA CONCIA AFFONDATA DAI FINTI ALLEATI,

HO PARTO UNA DISCUSSIONE A RIGUARDO PER VEDERLA CLICCATE QUI:

#entry225356827

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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Servizio di Matrix sull'Omofobia


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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Canicattì, omosessuali derisi TR98 Telepace 14 10 09



l professore campano: "Ero in metropolitana. Mi hanno puntato un coltello ai genitali"
L'Arcigay denuncia: "Operata alla testa una transessuale picchiato all'Eur"
Napoli, docente gay aggredito
E a Roma investita transgender


Una manifestazione contro le discriminazioni a Roma
NAPOLI - Un professore gay aggredito a Napoli e una transgender investita a Roma. Mentre in Parlamento infuria la polemica sulla futura legge contro l'omofobia, si ripetono nuovi episodi di intolleranza. Insultati, picchiati, minacciati con il coltello. Colpevoli solo di essere gay.

A Napoli è toccato ad un giovane docente napoletano omosessuale. Ha denunciato di essere stato aggredito da tre teste rasate nella metropolitana di Napoli. Stava tornando a casa dal lavoro. Aspettava il treno seduto su una pachina nella stazione deserta di "Quattro giornate". Erano le sei del pomeriggio.

"Mi avvicinano in tre", ricorda ancora spaventato il professore. "Avevano la testa rasata e un bomber verde tutti e tre. Con un coltello, forse un cacciavite, non so cosa fosse ma era appuntito, mi hanno costretto ad alzarsi e mi hanno spinto contro il muro. Poi quello che aveva l'arma, mi ha messo una mano sul collo come per strozzarmi e si è divertito a insultrmi. Sei un ricchione, un putrido mi diceva e intanto sentivo che puntava il coltello sotto i genitali. Non urlare sennò sei morto, mi minacciava. Ero terrorizzato. Sono stato zitto e quelli, dopo essersi divertiti, se ne sono andati".

E a Roma, dopo l'accoltellamento davanti al Gay Village e gli attentati incendiari ai locali per omosessuali, la denuncia di un'altra aggressione: due uomini a bordo di un'auto hanno inseguito e investito una transgender. "Questa mattina - scrive Fabrizio Marrazzo, presidente dell'Arcigay di Roma - ci è stato segnalato un episodio di violenza all'Eur ai danni di una persona transgender che adesso è ricoverata in ospedale dove ha subito un intervento alla testa". Una testimone straniera ha assistito alla scena: "L'avevano presa di mira", ricorda. "L'hanno inseguita con l'auto: c'erano due uomini a bordo. Ho visto bene. E lei è scappata ma quando si è voltata, l'hanno investita. E' caduta e ha battuto la testa".


Edited by eustachio79 - 18/10/2009, 22:36

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
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"Colpiti con una mazza da baseball perché siamo gay"
Parla uno dei quattro ragazzi picchiati giovedì sera da «un eterosessuale di circa 40 anni» davanti alla storica discoteca "Alibi" a Testaccio
di Anna Maria Liguori


fonte www.repubblica.it


«È arrivato di colpo con la sua auto. Ha frenato, è sceso ed è corso verso di noi. Aveva una mazza di baseball. Ha colpito a raffica. Un colpo di taglio in testa al mio amico brasiliano, uno l´ho preso io sul braccio, una botta sulla spalla di un altro. Allora siamo scappati». Ha avuto paura il diciannovenne gay, uno dei quattro ragazzi picchiati giovedì sera da «un eterosessuale di circa 40 anni» davanti alla storica discoteca "Alibi" a Testaccio.

Perché credi vi abbia colpito?
«Ci ha colpiti con odio, è tutto quello che posso dire. Il giovedì sera all´Alibi c´è una serata che si chiama "Gloss", è un giorno misto, ci siamo noi gay ma anche tanti ragazzi etero. Alcuni di loro all´uscita ci hanno decisamente provocati. Noi abbiamo reagito ed è scoppiata una rissa. Sembrava tutto finito quando è arrivato quel tizio che non avevamo mai visto prima».

Forse un amico dei ragazzi che vi hanno provocato?
«Forse sì perché è venuto direttamente da noi. Io ero con due miei amici brasiliani, che fanno i ballerini, entrambi ventenni, ed un altro amico della mia età. Si vede chiaramente che siamo gay. Non credo che volesse picchiare qualcun altro».

Siete scappati subito?
«Un ballerino aveva già preso il taxi perché era molto spaventato dopo la rissa. Eravamo in tre quando è arrivato quel tizio. Io e un altro ci siamo rifugiati in un bar, l´altro ballerino aveva la testa che gli sanguinava ma abbiano visto subito che la ferita non era grave. Ma il tizio con la mazza ci ha inseguiti, solo che nel bar non l´hanno fatto entrare».

Vi ha aiutati qualcuno dunque...
«Proprio aiutati non direi. Soprattutto durante la rissa e dopo quando è arrivato quel pazzo nessuno ha mosso un dito. La cosa sconcertante è che sono rimasti fermi anche gli addetti alla sicurezza, mentre ci picchiava non sono intervenuti non dico per difenderci ma almeno per fermarlo».

Chi è stato ferito di più?
«Uno dei ballerini brasiliani, quello che ha avuto la botta in testa. Ma nessuno di noi è andato in ospedale, non stavamo malissimo fisicamente, ci è andata bene se ci dava un colpo alla tempia ci potevamo rimanere. Lo spavento è però stato grande».
(17 ottobre 2009)

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Nella notte tra venerdì e sabato un trentenne assalito da tre persone
"Prima gli insulti, poi l'aggressione, infine il saluto romano"
Massacrato di botte a Ostia
"Mi gridavano: frocio e comunista"


ROMA - "Sono arrivati alle mie spalle, mi hanno gridato 'frocio comunista' e poi mi hanno massacrato di botte". Nella notte tra venerdì e sabato un trentenne, di cui non è stata resa nota l'identità, è stato assalito da tre persone a Ostia, sul litorale di Roma. Calci in faccia, sulla schiena fino a spaccargli il setto nasale e una costola. L'uomo ha denunciato tutto prima di essere portato all'ospedale per essere sottoposto alle radiografie e alle cure dei medici.

Sabato, 4 della mattina. Il ragazzo, dopo una serata trascorsa nella capitale, fa ritorno a Ostia. Come riferisce il quotidiano romano Il Messaggero, l'incontro con i tre aggressori alla fermata dell'autobus. "Quando mi hanno visto mi hanno fatto il saluto romano. Io ho fatto finta di niente e ho proseguito per la mia strada. Li ho sentiti che dicevano qualcosa ma non ho capito cosa". Il trentenne, giornalista freelance per la rivista musicale "Rumore", aveva trascorso la serata al Circolo degli Artisti di Roma. A scatenare la rabbia dei tre aggressori, molto probabilmete, l'abbilgiamento del giovane: jeans attillati, giacchetta british doppiopetto e ai piedi le 'frankenstein', scarpe da basket all'ultima moda.

Il trentenne scende dall'autobus notturno in via dei Romagnoli. Attraversa il cavalcavia pedonale e si ritrova davanti alla stazione Lido Nord. Lì, appoggiati ad un muretto tre ragazzi capelli corti, jeans e felpe". "Sono arrivati alle spalle mi hanno urlato 'frocio comunista' e poi mi hanno massacrato di botte". Il giovane riece ad arrivare al commissariato e denuncia tutto. Con gli agenti torna sul luogo dell'aggressione e riesce a recuperare chivi di casa e telefonino. Poi viene subito trasportato all'ospedale Giovan Battista Grassi dove i medici gli diagnosticano la frattura del setto nasale, una costola rotta, traumi allo zigomo. Sono in corso le indagini della polizia.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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