| CONFERENZA STAMPA«Uguali», a Roma il corteo gay La Cucinotta sfila da madrina A Milano Ieri si è tenuto il congresso dei gay liberali, Oliari riconfermato presidente. Il saluto di Fini e della Meloni FONTE CORRIERE DELLA SERA ROMA - Striscioni, baci, bandiere. Maria Grazia Cucinotta come madrina. Ma anche polemiche. Al corteo «Uguali», la manifestazione contro l' omofobia organizzata a Roma dal movimento Lgbt e dall' Arcigay, è stato fischiato il messaggio del ministro per la Pari Opportunità Mara Carfagna (assente per «impegni istituzionali precedentemente presi»), letto dal palco di piazza della Repubblica da cui si è mossa la manifestazione. «Non siete soli - era il testo diffuso dal ministro - nella battaglia contro le intolleranze e ogni forma di violenza». Le prime parole, però, sono state accolte da una bordata di fischi. La lettura, comunque, è andata avanti: «È mia volontà - recitava ancora il testo della Carfagna -, come ministro, lavorare al contrasto delle discriminazioni, qualsiasi sia la loro forma. In Parlamento, grazie anche a Paola Concia, si sta discutendo di una norma che prevede aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio. A breve partirà una grande campagna di comunicazione contro l' omofobia. Abbiamo bisogno di un cambiamento culturale». Parole apprezzate dal presidente onorario di Arcigay Franco Grillini: «Con questo governo le premesse sono buone - ha detto Grillini -. Dal ministro Carfagna ho visto disponibilità». Il corteo, poi, si è mosso verso piazza Venezia. In testa i testimonial dell' iniziativa che reggevano un lungo striscione: «Liberi e uguali in dignità e diritti. Articolo 1 della Dichiarazione universale dei diritti umani». Subito dietro, oltre alla Cucinotta («Tutti hanno il diritto di amare, senza vergognarsi»), la Concia (Pd), Vladimir Luxuria e Dino, il ragazzo aggredito da «Svastichella» davanti al «Gay Village» in agosto. «La mia vita - ha detto il ragazzo - è stata segnata: non so quando tornerò ad averne una normale, mi piacerebbe poter camminare per strada senza paura. Le istituzioni si impegnino ad istituire un fondo per le vittime dell' omofobia e della transfobia». In mattinata, a Milano, si è tenuto il terzo congresso di Gaylib, dove Enrico Oliari è stato confermato presidente. Messaggi sono arrivati da Gianfranco Fini, Giorgia Meloni e da Gianfranco Rotondi. «Vogliamo i matrimoni, non i pacs. E vorrei un altro atteggiamento da Berlusconi. Alcune sue frasi, come quella sulla Bindi, sono da caserma», ha detto Oliari. Ernesto Menicucci RIPRODUZIONE RISERVATAOmofobia, manifestazione nazionale al grido "Uguali" Il movimento lesbico, gay, bisessuale e transgender in piazza per chiedere la parità dei diritti e lo stop alle violenze. Madrina della manifestazione Maria Grazia Cucinotta
 FONTE WWW.REPUBBLICA.ITSi è concluso a piazza Venezia il corteo degli "Uguali", la manifestazione organizzata dal movimento lgbt contro l'omofobia. I manifestanti sono arrivati nel lato dell'Altare della Patria sventolando gli striscioni e dandosi baci.
"Eravamo in 60-70 mila", riferiscono gli organizzatori che sottolineano: "Siamo assolutamente soddisfatti, non solo per i numeri, che comunque hanno la loro rilevanza, ma soprattutto della modalità diversa. Nessuno questa volta potrà dire che fosse offensiva e volgare. E' stata una manifestazione incentrata sui contenuti e assolutamente rispettosa di altre sensibilità".
"Una manifestazione - sottolinea il movimento Lgbt - che partiva dal popolo Lgbt ma era diretta a difendere i diritti di tutti, dai migranti alle donne, ai diversamente abili, alle famiglie. Testimone ne è stata la massiccia presenza di tutti, di chi non è omosessuale, ed è stato bellissimo vedere famiglie con i bambini che applaudivano quando passava il corteo silenzioso e composto, che ha rivendicato sul palco prima dell'inizio della sfilata quelle che sono non soltanto nostre istanze perché allargare i diritti significa portare beneficio a tutto il paese".
Tra gli striscioni gialli "Liberi e uguali in dignità e diritti", le bandiere arcobaleno e della pace, così è partita oggi pomeriggio la manifestazione da piazza della Repubblica, dove sono arrivati da tutta italia: qui, prima del corteo si sono alternati gli interventi sul palco. Un minuto di raccoglimento in ricordo della vittime del nubifragio di Messina, poi gli interventi che sono stati dedicati a raccontare storie di vita delle persone Lgbt.
Maria Grazia Cucinotta, madrina della manifestazione, ha sottolineato che "tutti hanno il diritto di amare senza doversi vergognare. Si parla tanto del fatto che in questo mondo c'è poco amore - ha detto - ma poi nascono i pregiudizi quando due persone lo fanno sinceramente e senza timore"." Sono qui - ha affermato la Cucinotta - per dire che la passione, quando è vera e sincera, sceglie naturalmente".
"Pari dignità sociali e la possibilità per tutti di denunciare i reati di omofobia", ha scandito Vladimir Luxuria che ha partecipato alla manifestazione, sottolineando come "nella legge che il Parlamento discuterà lunedì i trans non vengano esclusi, perché il testo - ha sottolineato - deve riguardare tutti".
"Chiediamo il diritto alla libertà e alle pari dignità - ha concluso Luxuria - è sancito dalla carta costituzionale ed è un diritto che io in questa piazza voglio difendere". Luxuria ha poi fatto un appello a tutti "affinché abbiano il coraggio di denunciare tutte le violenze subite".
Ai partecipanti è arrivato anche il messaggio del ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, accolto però da una bordata di fischi a piazza Repubblica. Letto dal palco dagli organizzatori, il messaggio del ministro, che "per impegni istituzionali precedentemente presi" non ha potuto presenziare in piazza della Repubblica, ha sottolineato: "Non siete soli contro l'intolleranza: la mia volontà come ministro - ha scritto Carfagna - è lavorare al contrasto delle discriminazioni", ricordando che in parlamento, anche grazie alla deputata del Pd Paola Concia, si sta discutendo una legge che riguarda l'aggravamento delle pene per i reati a sfondo razziale". Il Ministro Carfagna ha annunciato che "a breve partirà una campagna di comunicazione con spot pubblicitari e affissione di manifesti contro l'omofobia e tutte le forme di intolleranza", sottolineando, che "è' la prima volta che un governo si impegna a fondo nella lotta alle intolleranze", e concludendo: "c'è bisogno di un cambiamento culturale".
Il fenomeno dell'omofobia "sta diventando ora una emergenza nazionale". Ne è convinto il leader di Gaynet, Franco Grillini, che auspica che "il parlamento emani una legge sull'omofobia che sia completa perché altrimenti sarebbe una occasione persa".
Grillini si è detto preoccupato che "omosessuali, transessuali, e lesbiche possano essere considerati cittadini di serie b. La legge in discussione va corretta nel senso di estendere il contenuto della legge Mancino".
"Per la prima volta nella storia del nostro paese le persone lesbiche, gay, bisessuali e transgender hanno sfilato in una grande manifestazione nazionale che non sia un pride", ha sottolineato infine Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay, sottolineando: "è ora di costruire uno strumento vero di unità di tutta la comunità lgbt italiana".
"Ci auguriamo - ha concluso il presidente Arcigay - che nei prossimi giorni la riflessione che si aprirà al nostro interno aiuti le persone lgbt a riconoscersi davvero in un progetto molto semplice: dobbiamo essere uguali ed uniti". (10 ottobre 2009)Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare
(Martin Niemöller) |