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COLPITA E AFFONDATA, la legge ANTIOMOFOBIA DELLA CONCIA
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NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE DI TE E DI CHI TI STA INTORNO

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Dopo mesi di confronti e discussioni la "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd. La Binetti vota con la Maggioranza



TG3: Affossata alla camera Legge contro Omofobia

FONTE www.repubblica.it

Omofobia, affossata la legge
Il Pdl la blocca, polemiche nel Pd
La Binetti vota con la maggioranza. Franceschini minaccia l'espulsione: "C'è un problema di permanenza"
Nove deputati, ex Alleanza Nazionale, votano contro. Farefuturo: "Occasione persa"


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ROMA - Dopo mesi di confronti e discussioni la "legge Concia" sull'omofobia è stata affossata alla Camera. La maggioranza ha votato l'incostituzionalità del provvedimento dopo essere stata sconfitta sul tentativo di rinviare tutto in Commissione. La pregiudiziale di incostituzionalità, sollevata dall'Udc, ha ricevuto 285 voti favorevoli, 222 contrari e 13 astenuti. Decisione che ha aperto una scia di polemiche tra maggioranza e opposizione, ma anche nello stesso Pd.

Questa la successione dei fatti. Otto deputati del Pdl, in un testo congiunto, avevano espresso la loro disapprovazione per il testo, che vorrebbe introdurre l'aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali. Lega, Pdl e Udc avevano chiesto che il testo tornasse in commissione per una serie di "limature". Ma la proposta non ha ottenuto la maggioranza alla Camera, che prosegue così l'esame del provvedimento. Contro il rinvio in Commissione giustizia hanno votato non solo i deputati di Pd e Idv, ma anche numerosi deputati del Pdl.

Poi la svolta. A sorpresa. La Camera boccia e la Concia ne ha per tutti: per il Pdl, che "ha detto bugie", ma anche per il suo gruppo, che "senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in Commissione". Una votazione che spacca sia la maggioranza che l'opposizione.

La Carfagna: "Proporrò un disegno di legge" - Il ministro per le pari opportunità, Mara Carfagna, si farà carico di riproporre al Parlamento una norma contro l'omofobia. "Mi farò garante di riparare all'errore commesso dal Partito Democratico, proponendo al Consiglio dei ministri un disegno di legge che preveda aggravanti per tutti i fattori discriminanti compresi quelli dell'età, della disabilità, dell'omosessualità e della transessualità". Pochi giorni prima della manifestazione del 10 ottobre, il ministro Carfagna aveva incontrato i rappresentanti delle associazioni Lgbt. In quella sede il ministro si era impegnata a farsi portavoce della reintroduzione della tutela dell'identità di genere.

Pdl: i finiani votano contro. In realtà - denunciano i parlamentari Pdl - era stato raggiunto un accordo "per rimediare ai vizi di costituzionalità della norma, rinviandola all'esame della commissione e arrivando in tempi brevissimi a riportare il testo in aula". Violato il patto, "anche noi abbiamo votato contro". Ma la posizione nel Pdl non è stata univoca. Nove deputati hanno votato contro la pregiudiziale di costituzionalità. Sono ex membri di An molto vicini a Gianfranco Fini. Tra questi Italo Bocchino, Giuseppe Calderisi, Chiara Moroni, Adolfo Urso. Inoltre nel Pdl si sono registrate anche dieci astensioni tra cui quelle dei ministri Elio Vito e Gianfranco Rotondi e della presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno. Arriva anche il commento di Farefuturo, la fondazione presieduta da Fini: "Che peccato. La legge sull'omofobia si sarebbe dovuta approvare all'unanimità. Poteva essere una bella occasione per una legge condivisa, e necessaria".

Pd: Franceschini contro la Binetti. Una ricostruzione contestata dal segretario Pd Franceschini: "Il dato politico è che la destra e l'Udc hanno affossato il provvedimento contro l'omofobia. Noi abbiamo votato contro il rinvio perché non ci è stato garantito dalla maggioranza un impegno su tempi". Polemica cui si aggiunge quella con la deputata Pd Binetti che ha votato insieme alla maggioranza. Franceschini commenta: "C'è un serio problema di permanenza della Binetti. Non votare questi provvedimenti significa non riconoscersi nei valori del Pd". La replica della deputata: "Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità, e quelle di tante altre persone, potevano essere individuate come un reato". Per Ignazio Marino quello della Binetti è un atto grave: "Che partito e che opposizione può promettere chi permette a Binetti di continuare a sedere nei banchi del Pd, votando con la destra?".

Manifestazione a Montecitorio. Il movimento "We Have a Dream" ha convocato per le 21 un sit in - non autorizzato - davanti a Montecitorio. Ai partecipanti si chiede di portare una candela e una bandiera della pace.

L'Arcigay: "Spettacolo vergognoso". "Abbiamo assistito a uno spettacolo vergognoso con interventi da parte di esponenti dell'Udc che hanno accostato l'orientamento sessuale a incesto e pedofilia", è il commento di Aurelio Mancuso, presidente nazionale di Arcigay che ha annunciato una serie di iniziative per i prossimi giorni.

Fisichella: "La Chiesa non ordina". Il Parlamento non segue i dettami della Chiesa: lo dice monsignor Rino Fisichella, presidente della Pontificia Accademia per la Vita. Che così si rivolge a un cronista: "Lei crede che siamo in una condizione in cui la Chiesa possa 'ordinare'? Quando si sentono queste cose si rasenta il ridicolo".
(13 ottobre 2009)


Nell'ultimo mese una lunga sequenza di incontri e iniziative
Dalle fiaccolate a Roma alle iniziative promosse dalla Carfagna
Un mese di cortei e proposte
ma alla Camera salta tutto
Il 2 ottobre il testo della legge era passato in Commissione Giustizia

di CARMINE SAVIANO

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A nulla sono servite mobilitazioni, manifestazioni e appelli che si sono susseguiti nell'ultimo mese. E neanche gli inviti, più volte rivolti dalla prima firmataria della legge sull'omofobia Anna Paola Concia, a considerare il fatto che la discussione in merito era già stata "del tutto sviluppata". Il disegno legge per tutelare contro le discriminazioni sessuali giaceva in commissione Giustizia da più di un anno, e più volte la Concia aveva richiamato l'attenzione sulla "mancanza di volontà politica per l'approvazione".

Uno spiraglio si era aperto a metà settembre, quando Antonello Soro, capogruppo del Pd a Montecitorio, aveva annunciato l'analisi in aula del provvedimento per i primi giorni di ottobre. Un'accelerazione causata dall'aumento, soprattutto a Roma, degli atti d'intimidazione contro la comunità gay. Dagli attentati incendiari contro la discoteca Qube ai pestaggi lungo la Gay street. Una situazione che la giunta del sindaco Alemanno aveva cercato di arginare, convocando un tavolo con le associazioni e le forze dell'ordine. Il 24 settembre una riunione della società civile aveva dato vita ad una fiaccolata contro il razzismo e le discriminazioni. In prima fila molte autorità tra cui i presidenti della regione Lazio e della Provincia di Roma, Piero Marrazzo e Nicola Zingaretti, e il sindaco Alemanno. Alla manifestazione era arrivato anche l'appoggio della diocesi di Roma: "Ad ogni intolleranza aumenta il degrado della città".

Un clima di sdegno e condanna generale che aveva trovato seguito anche in Parlamento. Il 2 ottobre la commissione Giustizia vota con larghissima maggioranza il testo base sull'omofobia. "Un bel passo avanti", il commento generalizzato. Ciò che viene approvato è una modifica dell'articolo 61 del codice penale che prevede un'aggravante per i reati commessi "per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato". Idv e Udc votano contro. Ma la fiducia nella comunità omosessuale cresce, e la Concia afferma che "gli omosessuali e i transessuali italiani, me compresa, sono stanchi delle belle parole. Nei prossimi giorni il testo potrà essere migliorato per arrivare in aula il 12 ottobre".

L'8 ottobre si muove anche il ministero per le Pari opportunità. Il ministro Carfagna annuncia "Una grande campagna di comunicazione contro le discriminazioni per orientamento sessuale". Spot televisivi, inserzioni sui giornali, affissioni sugli autobus e nelle metropolitane. Tutto per sensibilizzare i cittadini e per "azzerare le discriminazioni per orientamento sessuale". Si parla di abbattere un muro, di creare una crepa in un sentimento spesso radicato in profondità. Di abbattere pregiudizi. E di portare tutto anche nelle scuole. E' sempre la Carfagna ad annunciare che la "Settimana contro la violenza", organizzata nelle scuole dal 12 al 18 ottobre, tratterà i temi relativi all'omofobia.

Tutto serve da volano per la manifestazione del 10 ottobre a Roma. Si chiama "Uguali" ed è promossa da tutte le associazioni che da anni si battono contro le discriminazioni sessuali. Le adesioni sono trasversali, la partecipazione è grande. 50mila persone sfilano per i diritti.

E ieri il testo della legge arriva alla Camera. Recuperati gli attriti con l'Italia dei Valori, l'approvazione del testo sembra scontata. Ad opporsi solo L'Udc che viene accusato dai promotori della legge della "responsabilità morale" per la contrarietà al provvedimento. Nel pomeriggio arrivano i primi distinguo. La Carfagna chiede che il testo ritorni in commissione. E stamattina otto deputati del Pdl chiedono "tempo per un ulteriore approfondimento". Alle 17 di oggi la Camera boccia la legge.
© Riproduzione riservata(13 ottobre 2009)


IMMEDIATO UN TAM TAM SU INTERNET , SU FACEBOK E DOPO POCHE ORE UN PRESIDIO SI PIAZZA DAVANTI MONTECITORIO, (ANCHE IO ERO PRESENTE)
traattivisti, persone a titolo personale e personaggi pubblici, tra cui L'onorevole Paola Concia. Numerosi i giornalisti, ecco RAINEWS24


Ddl Concia legge contro omofobia affossata alla Camera per incostituzionalità



Oggi pomeriggio alla Camera il ddl Concia che proponeva un testo di legge base contro l'omofobia, è stato affossato dalla maggioranza e dall'UDC. Quest'ultimo ha avanzato un problema di costituzionalità sul testo presentato e l'aula lo ha approvato. Pertanto il DDL CONCIA è stato ritenuto anti-costituzionale e non proseguirà il suo iter parlamentare.

Il ddl è stato frutto di una lunga mediazione operata dall'On. Concia del PD, che era riuscita a far convergere il PDL e la LEGA su un testo che introduceva nel codice penale all'articolo 61, tra le circostanze aggravanti comuni quella inerente all'orientamento sessuale. Secondo il ddl Concia, quindi, aggravava il reato anche "l'avere, nei delitti colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento e alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato".


Ecco il mio servizio, VIA LE MASCHERE



Dopo mesi di manifestazioni, un anno di commissione per l'iter legislativo, la legge anti-omofobia dell'onorevole Paola Concia, finalmente arriva al parlamento, il testo era una collaborazione o compromesso tra schieramenti del PDL, Lega e PD, l'UDC è da sempre stato contrario.

La legge cos'i com'era non andava bene sarebbe quindi dovuta tornare in commissione per le ulteriori modifiche, ma ecco che succede l'inaspettato.
Il PDL , concorde con la legge fino a lunedi, martedi 13 ottobre, vota la mozione dell'UDC per la sua incostituzionalità (una legge anti - omofobia inconstituzionale)

La legge affonda, non c'è più nulla da fare, lavoro di anni e mesi di protesta con fiaccolate in tutta italia per i casi di omofobia che complivano la penisola da Nord sud con un escalation mai vista prima, non sono serviti a nulla.

Dopo anni di lotta per i diritti degli omosessuali, quello che sembrava essere un piccolo traguardo, solo uno dell'intera piattaforma politica portata avanti da anni, rimane un miraggio.

I finti alleati del PDL buttano giù la maschera e dimostrano di essere omofobi.

La giustificazione con la quale è stata considerata anticostituzionale, è un gioco di parole sul senso di orientamento sesusale, che dovrebbe comprendere anche zoofili , pedofili ed altri categorie che con l'omosessualità in realta non hanno nulla a che fare, ed il diritto di voler continuare a pensare che gli omosessuali sono dei malati.

Altra polemica è che la Binetti è tornata a votare contro il PD, dicendo di doversi sentire discriminata da questa legge.

in poco meno di 2 ore si organizza un sit in a montecitorio.
La rabbia e tanta, per essere stati presi in giro ancora una volta dai giochi potere, influenze di lobby politico religiose omofobe e da finti buonisti, che nasconodo la loro omofobia dietro dubbue scuse e finti buonismi.

Ma come si fa a far fare a berlusconi tutto ciò che vuole e rendere un'aggravante sull'omofobia INCOSTITUZIONALE.

Secondo la mozione dell'UDC da oggi gli omosessuali sono al di fuorid ella costituzione italiana, perche l'articolo 3 che sancisce l'ugualianza per tutti, non vale per la comunità LGBT.

Ed ecco che nel periodo di escalation di atti di omofobia mai visto prima nella storia recente Italiana, il parlamento decide che ora la legge anti-omofobia NON SI DEVE FARE.


Edited by eustachio79 - 16/10/2009, 21:26

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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Omofobia : La Binetti vota di nuovo con la destra.

fonte www.la7.it



Perchè insiste a rimanere in questo partito e soprattutto perchè non la cacciano??
Che credibilità avrà mai un partito del genere?
Ed io possibile elettore se voto PD che voto Marino, Bersani o la Binetti?
per il resto la solita destra fascista ed è servito chi parla dfi alleanze con l'UDC.
Non hanno dato manco la possibilità di discutere nel merito!! Negata anche la possibilità di parlarne!!
Parlamento indegno!!


Bocciata legge contro l'omofobia ddl Concia voto contrario PDL UDC LEGA



Oggi pomeriggio alla Camera il ddl Concia che proponeva un testo di legge base contro l'omofobia, è stato affossato dalla maggioranza e dall'UDC. Quest'ultimo ha avanzato un problema di costituzionalità sul testo presentato e l'aula lo ha approvato. Pertanto il DDL CONCIA è stato ritenuto anti-costituzionale e non proseguirà il suo iter parlamentare.

Il ddl è stato frutto di una lunga mediazione operata dall'On. Concia del PD, che era riuscita a far convergere il PDL e la LEGA su un testo che introduceva nel codice penale all'articolo 61, tra le circostanze aggravanti comuni quella inerente all'orientamento sessuale. Secondo il ddl Concia, quindi, aggravava il reato anche "l'avere, nei delitti colposi contro la vita e l'incolumità individuale, contro la libertà personale e contro la libertà morale, commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento e alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato".


Omofobia, testo bocciato alla Camera. Polemiche nel Pd



Maggioranza e Udc fanno decadere il provvedimento che chiedeva maggiori protezioni per gli omosessuali. Polemiche e accuse in entrambi i Poli. La pregiudiziale di incostituzionalità passa con 285 voti favorevoli, 222 contrari, 13 astenuti

Edited by eustachio79 - 14/10/2009, 08:07

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

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CI SONO SIT IN DI PROTESTA ANCHE A MILANO, TORINO E BOLOGNA

ECCONE ALCUNI TRATTI....



Testimonianze dal sit in di protesta spontaneo in Piazza Duomo e a Palazzo Marino per protestare contro l'iter della legge anti omofobia Carfagna Concia

Sit in di protesta a Milano per legge Omofobia Carfagna Concia - Ivan Scalfarotto del PD





Sit in di protesta a Milano per legge Omofobia Carfagna Concia - Stefano Aresi associazione Milk


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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A ROMA: Comunità gay a Montecitorio: protesta silenziosa

fonte il messaggero



Omofobia, la Camera boccia la legge
Franceschini: ora problema Binetti nel Pd
ROMA (13 ottobre) - Stesi per terra come se fossero «morti o invisibili» e urlando «Vergogna, Vergogna» circa 200 aderenti a «We have a dream» si sono radunati in piazza Montecitorio per manifestare la loro contrarietà al rinvio in commissione della proposta di legge Concia sull'omofobia. Una protesta silenziosa a cui hanno aderito anche associazioni omosessuali e esponenti politici come Paolo Ferrero di Rifondazione comunista e Silvio Di Francia per la dirigenza regionale del Pd. Con candele accese e cartelli al collo con su scritto «Gay macht frei», «Da oggi i fascisti omofobi sono legittimati a massacrarci» e «I veri omofobi sono 285 onorevoli» gli aderenti al movimento omosessuale hanno rispettato anche un minuto di silenzio per le vittime dell'omofobia e transfobia. «Vi invito a scrivere su un foglio quello che provate - ha detto al megafono un'aderente di We have a dream - perché la cosa più importante da far capire oggi é che non siamo fantasmi ma persone che lavorano, studiano pagano le tasse e amano. Non smettete di lottare». In piazza anche una grande bandiera della pace e molte dell'Arcigay.

«Questa è manifestazione spontanea, autoconvocata a cui le associazioni hanno aderito successivamente - ha sottolineato Cristiana Alicata di 'We have a dream' - è una manifestazione di tutta la comunità. A Roma finora la comunità non si è sentita rappresentata dalle associazioni perciò dal 28 agosto ogni venerdì siamo in piazza per sentirci uniti e fuori dai ghetti che siano discoteche o in una strada perché una comunità deve poter vivere e contaminare la città». «Siamo arrabbiati per quello che è successo oggi - ha concluso - perché sono state sollevate obiezioni a una legge già timida di per sè. Paragonare l'omosessualità alla pedofilia è insensato e nazista. Chiedo al mio segretario l'espulsione della Binetti dal Pd perché ha sbagliato partito e non si riconosce nel suo spirito».


Roma, Padova, Napoli, ieri la Sicilia: dall'inizio dell'anno 54 violenze denunciate
Vladimir Luxuria: "I parlamentari si sentano mandanti e complici"
Insulti, botte e molotov
l'escalation dell'intolleranza
di PAOLA COPPOLA e ALESSANDRA RETICO


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fonte www.repubblica.it

ROMA - E se non bastano gli insulti, e se non bastano le mani, gli tirano le bombe. Colpevoli di essere gay. L'ultima volta proprio ieri, all'uscita da scuola: due ragazzi derisi, insultati, aggrediti e spintonati dal branco. A Canicattì, nell'Agrigentino. Pochi giorni fa, Francesco e Massimo camminavano per mano nel centro di Roma, li hanno puniti a calci e colpi di casco sul viso. Due ragazze a Padova si sono baciate in strada. Le hanno picchiate.

Ultime recentissime storie di ordinaria violenza omofoba. A leggerle di fila, le aggressioni contro la comunità omosessuale negli ultimi sono una guerra: 54 le violenze denunciate alla polizia dall'inizio dell'anno, sette i raid vandalici contro locali gay. Persone e famiglie offese perché "diverse", i loro aguzzini "perdonati" dall'affossamento della legge Concia. Così la pensa Aurelio Mancuso, presidente di Arcigay: "Tutti gli Svastichella d'Italia ringraziano: è stato lanciato un messaggio gravissimo, è l'impunità per tutti".

Gay Village, 22 agosto scorso. Alessandro Sardelli, detto "Svastichella", ferisce con una bottiglia e un coltello due ragazzi al Gay Village di Roma. "Quell'aggressione mi ha rovinato la vita". Dino, 30 anni, mostra la cicatrice di quella sera, larga, profonda. Non è rimasta solo sul corpo: "Sono traumatizzato e spaventato". Non è il solo. Francesco è come Dino: "Scioccato". Aggredito due volte in un anno. La seconda giorni fa, mentre passeggiava mano nella mano con il suo fidanzato in via del Corso, centro di Roma. Un gruppo, al grido "camerati", gli ha tirato un casco in faccia. Una violenza che ricorda precedenti spaventosi a Franco Grillini, presidente di Gaynet: la bocciatura della legge Concia è "un incentivo agli omofobi a continuare negli atti di violenza contro la comunità lgbt. Nell'Italia di oggi gli omosessuali sono come gli ebrei nella Germania di Hitler".

Solo a Roma, gli episodi di intolleranza si sono ripetuti con un'escalation preoccupante: petardi e molotov contro i locali omosex e la Gay Street, le scritte omofobe sui muri per le strade. Ma anche altrove è paura: a Napoli una coppia di stranieri assalita dal branco, a Rimini due conviventi presi a calci dal vicino di casa, un giovane a Firenze pestato a sangue all'uscita di un bar, un 30enne sardo spogliato, picchiato e costretto a subire un tentativo di stupro.

Vite violentate, ogni giorno, senza difese. "Chi ci ha preso in giro?" si chiede Imma Battaglia, presidente Di'Gay Project Onlus. Dopo la bocciatura della legge, veglia silenziosa a Montecitorio da ieri sera. Ma ci vuole di più, perché "non siamo agnellini, dobbiamo diventare dei lupi mannari" (Andrea Berardicurti, segreteria politica del Mario Mieli). Vladimir Luxuria accusa: "I parlamentari si sentano mandanti e complici delle violenze".


IL COMMENTO / Ieri alla Camera affossata la legge contro l'omofobia
una buona notizia per chi va a caccia di chi giudica "diverso" in un paese incattivito
La faccia feroce dell'Italia
di MIRIAM MAFAI


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fonte www.repubblica.it

Manifestazione a Roma
contro l'omofobia
ECCO una buona notizia per coloro che, in un'Italia che si è fatta sempre più incattivita e feroce, si muovono ogni notte, come cani da caccia, alla ricerca di una vittima da insultare, picchiare, trascinare per terra, sputacchiare, calpestare. Una vittima colpevole di una sua presunta "diversità". Una buona notizia, insomma per quanti hanno imparato e hanno in serbo gli insulti più volgari da buttare in faccia a coloro che, uomini o donne, hanno abitudini e tendenze sessuali diverse da quanti si definiscono "normali".

Questi presunti "normali" si appostano nelle strade frequentate da gay o lesbiche, li aspettano all'uscita dei locali da loro abitualmente frequentati, li inseguono, li insultano, li picchiano, abbandonandoli poi sanguinanti per terra. In questi ultimi giorni è accaduto più di una volta, in molte nostre città. È successo ancora a Roma, nella notte tra lunedì e martedì, in pieno centro, dove due presunti "diversi" sono stati lasciati a terra, sanguinanti, da un gruppo di teppisti "normali".

Ecco dunque per questi presunti "normali" una buona notizia. Alla Camera ieri è stato affossata una legge contro l'omofobia che, prima firmataria Paola Concia del Pd, inseriva tra le aggravanti dei reati, "fatti commessi per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa". Era una buona legge. Flavia Perina, del Pdl, me ne aveva parlato recentemente, come di una legge che avrebbe dimostrato la possibilità di operare insieme, maggioranza e opposizione, per affrontare e risolvere problemi condivisi, superando il clima di feroce contrapposizione che caratterizza ormai da tempo la nostra vita politica.

La legge sembrava poter arrivare al traguardo. E invece no. Con un asse tra Udc e quasi tutto il centrodestra, è stata dichiarata l'incostituzionalità delle norme, seppellendo definitivamente il testo di legge. Se e mai un provvedimento contro l'omofobia rivedrà la luce, dovrà essere un disegno di legge nuovo e dovrà ricominciare l'iter dall'inizio. Tempi biblici, dunque.

Non tutta la maggioranza, tuttavia, si è prestata all'affossamento. Nove deputati, cosiddetti "finiani" hanno votato contro il rinvio della legge in Commissione Giustizia. Tra questi Flavia Perina, Italo Bocchino, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni. E altri deputati del Pdl si sono astenuti. Tra questi Giulia Buongiorno, presidente della Commissione Giustiziasi, Elio Vito e Gianfranco Rotondi. Anche l'opposizione, tuttavia, ha dovuto registrare la sua defezione. Ancora una volta l'on. Paola Binetti ha preso le distanze dal gruppo cui appartiene e votando con la maggioranza, ha provocato una dura reazione di Franceschini.

La fine di questa legge rappresenta, lo dicevamo all'inizio, una buona notizia, forse addirittura un incoraggiamento, per coloro che di notte vanno a caccia dei "diversi" in un paese che si va facendo sempre più incattivito, volgare e feroce. Forse la cultura della tolleranza, del rispetto degli altri, una cultura che qualcuno liquida sprezzantemente come "buonismo" è già perdente nel nostro paese. Ma sarà sempre più difficile vivere, convivere in un paese che faccia della "caccia al diverso" uno sport diffuso e vincente.


Caso Binetti, aumentano le polemiche tra i democratici
Anna Paola Concia, firmataria della legge: "O lei o me"
Omofobia, cresce lo scontro nel Pd
Binetti: "Non vado via, voterò Bersani"


fonte www.repubblica.it

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Paola Binetti
ROMA - Diventa duro lo scontro nel Pd dopo il voto che ieri a Montecitorio ha affossato la legge sull'omofobia. Un provvedimento fortemente voluto dalla deputata democratica Anna Paola Concia e fortemente osteggiata dalla teodem Paola Binetti. Due diverse anime del Pd, una coabitazione già difficile che rischia di rendere ancora più arduo il cammino verso le primarie. "Voto Bersani", questa la reazione della Binetti dopo le critiche ricevute ieri da Dario Franceschini.

"C'è un problema Binetti". Con queste parole il segretario del Pd ha dato il via alle polemiche e alle accuse contro la Binetti. Il punto è che "su questi temi" i valori del Pd non sono negoziabili, ed è impossibile "richiamarsi alla libertà di coscienza". Ma la Binetti non molla e si difende tirando in ballo la sua storia personale e le sue convinzioni. E rilancia. Accredidata come sostenitrice di Franceschini per la corsa delle primarie, la deputata annuncia un cambio di schieramento, "alle primarie voterò Bersani". Spiegando così il suo voto di ieri: "Il disegno di legge sull'omofobia aveva punti nebulosi. Ora mi sento anche io una minoranza, anche io voglio essere tutelata". Poi la sponda all'avversario di Franceschini: "Bersani ha reagito in modo molto diverso da Franceschini. Io fino a ieri ho sostenuto Franceschini, ma non può allontanarmi dal partito per una questione di mia coerenza personale".

Non resta a guardare Anna Paola Concia. "O la mia posizione o quella di Paola Binetti: che il Pd decida", commenta la deputata. Che aggiunge: "Lo stato deve dire ai suoi cittadini che l'omofobia è un reato".

Le difese della deputata teodem vengono prese dall'ex ministro Fioroni: "sarebbe sbagliato espellere Paola
Binetti, quando condivide con il partito il 90% delle idee". Quello che non va, per Fioroni, è che il Pd "faccia sempre tempeste in un bicchier d'acqua".


Edited by eustachio79 - 14/10/2009, 12:20

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

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LE GIUSTIFICAZIONI

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I vergognosi pregiudizi del Parlamento
13/10/2009 - Redazione arcigay
A.C. 1658-1882-A
QUESTIONI PREGIUDIZIALI
Modifica all'articolo 61 del codice penale, concernente l'introduzione della circostanza aggravante relativa all'orientamento o alla discriminazione sessuale.


N. 1
Seduta del 13 ottobre 2009

QUESTIONE PREGIUDIZIALE DI COSTITUZIONALITÀ

La Camera,
premesso che:
il testo unificato delle proposte di legge n. 1658 e 1882, recante l'introduzione nel codice penale della circostanza aggravante inerente all'orientamento o alla discriminazione sessuale, presenta profili di violazione della Carta costituzionale;

1. (violazione dell'articolo 3 della Costituzione)

- la disposizione viola il principio di uguaglianza sancito dall'articolo 3 della Costituzione con riferimento al canone della ragionevolezza in quanto:
l'inserimento tra le circostanze aggravanti comuni previste dall'articolo 61 del codice penale della circostanza di aver commesso il fatto per finalità inerenti all'orientamento sessuale ricomprende qualunque orientamento ivi compresi incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, necrofilia, masochismo eccetera;

- non essendo possibile accertare nell'interiorità dell'animo l'autentico movente che spinge alla violenza, ne conseguirebbe che chi subisce violenza, presumibilmente per ragioni di orientamento sessuale, riceverebbe una protezione privilegiata rispetto a chi subisce violenza tout court. Si introdurrebbe quindi un trattamento diverso nella commissione di delitti non colposi senza alcuna ragionevole giustificazione;


2. (violazione dell'articolo 25 della Costituzione)

- la norma si pone in contrasto con l'articolo 25 della Costituzione in quanto, in assenza di una nozione di orientamento sessuale, la circostanza aggravante, nella parte in cui dà rilevanza all'orientamento sessuale, viola il principio di tassatività della fattispecie penale, a tal fine si evidenzia come dell'espressione «orientamento sessuale» non sia data una definizione, né sia rinvenibile nell'ordinamento penale. L'espressione è estremamente generica in quanto può indicare fenomeni specifici come l'omosessualità oppure, più in generale, ogni «tendenza sessuale» comprendendo anche incesto, pedofilia, zoofilia, sadismo, masochismo e qualsiasi altro genere di scelta sessuale, che nulla ha a che vedere con l'omosessualità;

- inoltre l'indeterminatezza concettuale dell'espressione orientamento sessuale non consente di individuare le fattispecie meritorie di una particolare tutela. Nel caso di specie la norma prevede come circostanza aggravante di reato una posizione soggettiva della persona offesa che non sempre appare meritevole di una tutela differenziata. Per comprendere appieno la censura di costituzionalità si osservi che ad oggi con riferimento alle particolari condizioni delle persone offese sono previste aggravanti unicamente per fatti commessi contro pubblici ufficiali, persone incaricate di pubblico servizio, persone rivestite della qualità di ministro del culto cattolico o di un culto ammesso nello Stato, ovvero contro un agente diplomatico o consolare di uno Stato estero nell'atto o a causa dell'adempimento delle funzioni o del servizio. Orbene, è di tutta evidenza che a differenza della disposizione in esame nei casi citati si tratta sempre di posizioni oggettive: la particolare qualità della persona offesa giustifica ictu oculi un aggravio di tutela in relazione alla particolarità delle funzioni svolte. Anche nelle ipotesi, pur presenti nell'ordinamento e derivanti dall'adempimento di obblighi internazionali, di aggravanti che si applicano quando il fatto è commesso per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, si fa sempre riferimento a circostanze oggettive circa le condizioni della persona offesa,

delibera
di non procedere all'esame del testo unificato delle proposte di legge n. 1658-1882-A.
n. 1.

Vietti, Buttiglione, Rao, Capitanio Santolini, Volontè, Ciccanti, Compagnon, Naro.

RISULTATO VOTAZIONE 13 OTTOBRE 2009
Presenti 520
Votanti 507
Astenuti 13
Maggioranza 254
Hanno votato sì 285
Hanno votato no 222


Edited by eustachio79 - 14/10/2009, 08:42

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

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IVAN SCALFAROTTO - EXIT - La7 - Parte 01 di 03 - 13.10.2009




IVAN SCALFAROTTO - EXIT - La7 - Parte 02 di 03 - 13.10.2009



IVAN SCALFAROTTO - EXIT - La7 - Parte 03 di 03 - 13.10.2009



http://www.super-pop.it - Ivan Scalfarotto, Dario Franceschini, Roberto Castelli, e Santo Versace, discutono sulla legge contro l'omofobia bocciata dalla Camera il 13.10.2009. Conduce Ilaria Damico

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
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Omofobia, l'Onu critica l'Italia: un passo indietro



Un passo indietro per l'Italia. Sulla bocciatura del testo Concia, il disegno di legge sull'omofobia affossato martedì alla Camera, interviene Navi Pillay, alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, secondo cui lo stop alla legge "è un passo indietro" per i diritti di gay e lesbiche. "L'omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi, ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari e tra loro gli omosessuali sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita", ha detto durante una conferenza stampa rispondendo a una domanda. Intanto il Pd si spacca su Paola Binetti. La deputata teodem è diventata un caso all'interno dei democratici dopo aver votato con il centrodestra e il documento.

L'Alto Commissario per i diritti umani, Navi Pillay, punta l'indice contro il Parlamento
Per gli omosessuali "necessaria piena protezione". Critiche anche per il reato di clandestinità
Omofobia, la denuncia dell'Onu
"L'Italia ha fatto un passo indietro"


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FONTE www.repubblica.it

Navi Pillay, alto commissario Onu ai Diritti umani
BRUXELLES - "Affossare la legge contro l'omofobia è stato un passo indietro per l'Italia". L'Alto commissario Onu per i diritti umani, Navi Pillay, mette sotto accusa l'Italia. E denuncia le scelte del Parlamento, che non tengono conto delle violenze di cui sono spesso fatti oggetto gli omosessuali: "Per loro è necessaria una piena protezione".

Navi Pillay entra a gamba tesa nella già accesa discussione nata dopo la bocciatura della legge che avrebbe introdotto l'aggravante per i reati commessi in danno di persone colpite per il loro orientamento sessuale. "L'omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi - ha detto il commissario Onu - ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari, e tra loro gli omosessuali, sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita". Secondo Pillay, che era a Bruxelles per l'apertura del nuovo ufficio Onu per i diritti umani nell'Unione europea, è necessaria quindi "una piena protezione" per gli omosessuali.

Navi Pillay aveva già apertamente criticato il governo italiano per le scelte in materia di respingimenti dei migranti. Oggi il commissario per i diritti umani è ritornato sul problema sicurezza in Italia, criticando ancora una volta la circostanza aggravante della clandestinità contestata agli immigrati irregolari che commettano un crimine. "E' una discriminazione. Per gli immigrati irregolari - ha sottolineato Pillay - non ci può essere una sospensione dei diritti umani. Per punire lo stesso reato, dovrebbero esserci le stesse regole per chiunque. Non escludo - ha concluso il commissario - che l'Onu possa chiedere all'Italia di modificare la legge".


Omofobia, la questione arriva all'Onu
«Un passo indietro sui diritti dei gay»
Il Pd si spacca sulla Binetti. Lei: «Non vado via, voterò Bersani». Ma il candidato: «Deve accettare le regole»


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FONTE www.corriere.it

ROMA - Un passo indietro per l'Italia. Sulla bocciatura del testo Concia, il disegno di legge sull'omofobia affossato martedì alla Camera, interviene Navi Pillay, alto commissario delle Nazioni unite per i diritti umani, secondo cui lo stop alla legge «è un passo indietro» per i diritti di gay e lesbiche. «È necessaria ovunque la piena protezione - ha detto durante una conferenza stampa rispondendo a una domanda -. L'omosessualità e gli omosessuali vengono criminalizzati in alcuni Paesi, ma non possiamo ignorare che i gruppi minoritari e tra loro gli omosessuali sono soggetti non solo a violenza, ma a discriminazioni in diversi aspetti della loro vita».



Paola Binetti (Eidon)CASO BINETTI - Intanto in Italia il Pd si spacca su Paola Binetti. La deputata teodem è diventata un caso all'interno dei Democratici dopo aver votato con il centrodestra il documento. Qualcuno parla anche di un suo imminente passaggio all'Udc che la deputata smentisce «assolutamente»: «È una delle poche cose di cui sono sicura». La Binetti, il giorno dopo il discusso voto, chiarisce la sua posizione all'interno del partito: «Alle primarie voterò Bersani perché ha avuto una reazione più equilibrata. Certamente non voterò Franceschini che propone la mia espulsione, né voterò scheda bianca». «Il disegno di legge sull'omofobia - sostiene la deputata teodem - aveva punti nebulosi. Ora mi sento anche io una minoranza, anche io voglio essere tutelata». Infine, rispondendo al segretario del Pd: «Ha ragione, il problema è politico: quanta libertà c'è nel Pd?».
BERSANI - Tirato in ballo, Pier Luigi Bersani, conversando con i giornalisti alla Camera, commenta: «Chi vota per me, sa che questo significherebbe accettare le regole: io nell'organismo statutario sarei chiaro, sarebbe la prima cosa che farei, indicherei quali sono le materie su cui ci può essere libertà di coscienza e tutte le altre su cui vige la disciplina di partito». E il provvedimento di martedì contro l'omofobia rientra tra i casi di coscienza? «A mio giudizio no» risponde netto. Controreplica della Binetti: «Attendo lo statuto, fino ad ora non l'ho visto».

SORO - Ma Paola Binetti «dovrebbe andar via, in ogni caso, siccome ci sono anche aspetti formali, lo valuteremo nel gruppo e nel partito in questi giorni». Ad esprimere un parere così netto contro la Binetti è il capogruppo del Pd alla Camera, Antonello Soro: «Trovo intollerabile il comportamento dell'onorevole Binetti, penso che al di là degli aspetti formali, di cui ci occuperemo insieme al partito nella sua nuova dirigenza che verrà fuori nei prossimi giorni, ci sia un dato politico: la mia impressione è che Paola Binetti abbia poco a che fare con il nostro partito». Sulla stessa linea Paola Concia, autrice della proposta sull’omofobia bocciata dalla Camera: «Il Pd mi deve dire da che parte sta anche se mi pare chiaro che il segretario l'abbia detto. Lo stato deve dire ai suoi cittadini che l'omofobia è un reato».

FIORONI - Beppe Fioroni la pensa diversamente: «Sarebbe sbagliato espellere Paola Binetti, quando condivide con il partito il 90% delle idee». Fioroni critica anche il fatto che il Pd «faccia sempre tempeste in un bicchier d'acqua». «Come sempre - ha detto Fioroni parlando a Montecitorio - facciamo regali alla destra, che si divide in più pezzi e che adotta una politica a gambero, si divide con decine di voti in dissenso; in tutto ciò il Pd evidenzia come fatto grave la preoccupazione di un singolo parlamentare». «Io posso non condividere in toto le osservazioni della Binetti - ha aggiunto l'ex ministro - e votare in modo diverso ma mi batto perché in un partito democratico e plurale quale siamo noi, ci possa essere la libertà di esprimere dubbi e preoccupazioni e pensieri diversi».


14 ottobre 2009


Omofobia, testo bocciato alla Camera
E nel Pd esplode il caso Binetti
Approvata la pregiudiziale dell'Udc. La deputata teodem vota con la maggioranza. Franceschini: «Un problema»


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FONTE www.corriere.it

La relatrice del testo, Paola Concia del Pd (Lapresse)ROMA - Si ferma alla Camera il cammino della proposta di legge sull'omofobia. L'assemblea di Montecitorio ha approvato, con i voti di Pdl e Lega, la questione pregiudiziale avanzata dall'Udc. Il testo, presentato da Paola Concia del Pd, è stato così affossato con 285 voti a favore, 222 contrari e 13 astensioni. Democratici e Idv hanno votato contro.

LA RETROMARCIA - In sostanza, non si procederà più all'esame del provvedimento che inseriva tra le aggravanti dei reati i fatti commessi «per finalità inerenti all’orientamento o alla discriminazione sessuale della persona offesa dal reato». La maggioranza, insieme all'Udc, aveva chiesto un rinvio in Commissione. Tuttavia, una volta in Aula, il Pdl ha cambiato idea e ha votato per il proseguimento dell'esame e l’immediata votazione della pregiudiziale di costituzionalità. «C’era un accordo - spiega Beatrice Lorenzin del Pdl - per rinviare il testo in Commissione, rimediare ai profili di incostituzionalità e poi riportare rapidamente il ddl all'esame dell'aula entro novembre. Poi, poco prima della votazione, un esponente del Pd si è avvicinato ai banchi della presidenza e ha spiegato che o si esplicitava il ritorno in Aula a novembre o loro avrebbero votato contro. A quel punto, violato il patto, anche noi abbiamo votato contro».
CASO BINETTI - L'esito in aula provoca un aspro scontro tra maggioranza e opposizione. E suscita malumori all'interno del Pd. La deputata Paola Binetti ha infatti votato con il centrodestra la pregiudiziale di costituzionalità. Durissimo il commento di Dario Franceschini: «È un problema, un signor problema». «È una cosa molto grave - ha ribadito in serata Franceschini, ospite della trasmissione di La7 Exit - perché su questi temi non ci può essere libertà di coscienza dentro un partito». Votare a favore di «un'aggravante legata a chi commette un reato contro la persona per motivi di discriminazione sessuale è una prova di fedeltà ai valori del partito democratico». Ora, ha aggiunto, «ci saranno organi di garanzia del partito che decideranno» su Binetti».

LA DIFESA - La Binetti risponde alle critiche: «Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità potevano essere individuate come un reato... le mie e quelle di tante altre persone. Il testo era ambiguo, io ho votato per rinviarlo in Commissione e migliorarlo ma la richiesta di rinvio è stata bocciata. C’era un'ambiguità che giustificava le mie riserve». Secondo Pierluigi Bersani, il fatto che la Binetti si sia allineata alla maggioranza dimostra che nel Pd «qualche problema c'è», ma ad affossare la legge è stata «la maggioranza». «Non vorrei che passasse in seconda linea il fatto di fondo», aggiunge il candidato alla segreteria del Pd, ovvero «che altri hanno fermato la legge. La maggioranza ha votato contro». Durissimo il commento della relatrice del testo, Paola Concia del Pd: «Mi vergogno di far parte di questo Parlamento. Il Pdl ha detto bugie, mentre il mio gruppo senza avvertirmi ha cambiato idea e ha votato contro la possibilità di tenere in vita questa legge con il suo ritorno in commissione». «Questo testo ormai è morto, ma il Pd ne presenterà uno nuovo e chiederà che si lavori subito in Commissione su di esso, per discuterlo in aula a novembre» annuncia Marina Sereni, vice capo gruppo del Pd alla Camera. La Sereni spiega perché il Pd non ha appoggiato la richiesta di rinviare la legge in Commissione, che forse avrebbe preservato il testo dal successivo scivolone sulle pregiudiziali. «Noi eravamo disponibili a un rinvio, purché accompagnato dall'impegno a calendarizzarlo di nuovo a novembre. Senza questo impegno si sarebbe trattato di un rinvio 'sine die'. Non avevamo chiesto la luna».

PDL - Nel Pdl, 9 deputati - soprattutto "finiani" - hanno votato contro la pregiudiziale di incostituzionalità: Italo Bocchino, Carmelo Briguglio, Giuseppe Calderisi, Benedetto Della Vedova, Chiara Moroni, Flavia Perina, Mario Pepe, Roberto Tortoli e Adolfo Urso. Nel Pdl si sono registrate anche dieci astensioni tra cui quelle dei ministri Elio Vito e Gianfranco Rotondi e della presidente della commissione Giustizia, Giulia Bongiorno. «Il Pd non ha mantenuto i patti - afferma Beatrice Lorenzin -. Avevamo raggiunto un accordo per cui, per rimediare ai vizi di costituzionalità della norma, si rinviava all'esame della commissione. Arrivando in tempi brevissimi a riportare il testo in aula. Violato il patto, anche noi abbiamo votato contro».

CARFAGNA - Sulla vicenda interviene anche il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna: «Mi farò garante, come ministro competente, di riparare all'errore commesso dal Partito democratico, proponendo al Consiglio dei ministri un disegno di legge che preveda aggravanti per tutti i fattori discriminanti previsti dal Trattato di Lisbona, compresi quelli dell'età, della disabilità, dell'omosessualità e della transessualità». «Il Pd - aggiunge la Carfagna - ha sbagliato a non sostenere il rinvio della legge in Commissione, che ci avrebbe consentito di risolvere alcuni piccoli problemi di costituzionalità emersi in Commissione Affari Costituzionali e, quindi, di far tornare il testo in Aula entro novembre per la sua definitiva approvazione. Con questo comportamento il Pd ha finito per affossare una la legge di civiltà alla quale abbiamo lavorato insieme per oltre un anno, deludendo non soltanto me, ma anche tutti quegli italiani che la aspettavano da tempo».

UDC - Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, spiega le ragioni che hanno spinto il suo partito a sollevare la questione pregiudiziale: «Il Parlamento per seguire furori ideologici non può legiferare male, leggi confuse che non eliminano le discriminazioni ma anzi le accentuano. Penso a categorie come quella degli anziani o quella dei non autosufficienti. Sarebbero esse sì discriminate se avessimo approvato una legge di questo tipo».

IDV - L'Italia dei Valori si era detta fin da subito contraria al richiamo in commissione: «C'è stato un anno di aggiustamenti su questo testo che è stato, tra l'altro, redatto a più voci, compresa quella della maggioranza. Questa richiesta ci sembra dilatoria: le lobby omofobe sono in lavoro permanente» aveva detto il vice presidente della commissione Giustizia, Federico Palomba.


GRILLINI - Un duro commento arriva anche da Franco Grillini, presidente di Gaynet: la legge sull'omofobia è stata respinta «grazie all'Udc, braccio armato del Vaticano, con una pregiudiziale di incostituzionalità infarcita di argomentazioni degne della peggiore estrema destra europea». «Già in mattinata - afferma l'ex deputato - il Vaticano si era premunito, attraverso il quotidiano dei vescovi L'Avvenire, di chiedere la bocciatura del provvedimento con le stesse argomentazioni usate da mons. Martino all'Onu per chiedere anche lì la bocciatura della mozione europea sulla depenalizzazione universale dell'omosessualità. Il Vaticano ordina e il Parlamento ubbidisce; non a caso è ancor una volta l'Udc a eseguire gli ordini per impedire che qualsivoglia norma a difesa del mondo lgbt possa vedere al luce in Italia». «La bocciatura della legge Concia contro l'omofobia - aggiunge Grillini - è di fatto un incentivo agli omofobi a continuare nell'orrenda serie di atti di violenza e aggressione verso la comunità lgbt. Nei fatti, nell'Italia di oggi gli omosessuali sono come gli ebrei nella Germania di Hitler». «Da ultimo consigliamo al Pd di espellere finalmente la signora Binetti, visto che non vota mai in conformità alle decisioni di quel partito» conclude.


13 ottobre 2009(ultima modifica: 14 ottobre 2009)


Edited by eustachio79 - 14/10/2009, 22:10

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

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Il giorno dopo lo stop alla legge sull'omofobia il mondo omosessuale
discute sul web. Tra delusione e inviti a non ammainare la bandiera dei diritti


"Destra fascista, e il Pd della Binetti..."
Sui forum la rabbia di gay e lesbiche
di MARCO PASQUA


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FONTE www.repubblica.it

ROMA - Puntano il dito contro la maggioranza e la teodem Paola Binetti, e sono pronti a scendere in piazza per manifestare tutta la loro indignazione. Il giorno dopo la bocciatura di una legge attesa da tutto il movimento Glbt italiano, sui siti e sui forum esplode la rabbia dei gay. Se qualcuno, nei commenti, se la prende anche con il movimento omosessuale ("Chiedo che cosa hanno fatto fino ad adesso. La politica si muove sulla spinta di lobby di potere", si interroga un utente di Trieste), altri invitano i gay a farsi coraggio e scendere in piazza. Ma non manca chi non riesce a contenere la propria rabbia e minaccia: "Se non legalizzano i diritti, mi incateno ai cancelli dei politici a Roma con una tanica di benzina in mano". Un ragazzo di Udine, invece, promette: "Ci faremo giustizia da soli".

Il direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, firma un editoriale in cui invita provocatoriamente l'Italia ad uscire dall'Europa: "Per coerenza, essendo la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e all'omofobia uno dei punti fermi dell'Unione Europea, ribadito nel Trattato di Lisbona e in molte risoluzioni del Parlamento, oltre che nell'azione di governo dell'UE, l'Italia dovrebbe ora avere il coraggio di uscire dall'Europa, da cui la distanza culturale è ormai abissale". Nei commenti all'editoriale, si chiama in causa anche "la destra, apertamente fascista"; una "destra che odia i gay", anche se un altro utente si chiede se ci siano ancora "differenze tra destra e sinistra".

Il movimento spontaneo di gay, che si riunisce nella sigla "We Have a Dream", organizzatore della fiaccolata di ieri sera davanti a Montecitorio, lancia un appello (http://fiaccolataglbt.wordpress.com) alla mobilitazione, e sottolineando che "l'era del politically correct" è chiusa, attacca il Parlamento: "Ha superato ogni limite, paragonandoci ai pedofili, necrofili, e quant'altro. Il Parlamento italiano, con la bocciatura della legge Concia per incostituzionalità, ha sancito che gay, lesbiche, bisex, transgender, intersessuali sono incostituzionali, pur essendo cittadini italiani che pagano le tasse, fanno impresa, creano famiglie e crescono i loro figli e figlie". "E' ora di alzarsi - scrive il movimento animato, tra gli altri, da Cristiana Alicata -, alzatevi da quella sedia e fate vedere che ci siamo sotto un'unica bandiera, quella Rainbow, con un unico obiettivo: diritti umani. Non dobbiamo diventare vittime di noi stessi".

Su Notiziegay.com, nel pezzo di apertura, accanto ad una vignetta satirica (http://www.notiziegay.com/?p=36510), si criticano i gay che non sono ancora scesi in strada a manifestare: "C'è una parte del movimento furiosa e poi c'è una maggioranza di persone che sopravvive nel silenzio, che galleggia in locali e dark. Basta. Dobbiamo lottare. Lottare per i nostri diritti, andare contro chi ci dice che non siamo come gli altri, smetterla di aspettare il contentino, essere durissimi con tutti e non farci illudere e fregare dalle false aperture di questo o quel partito".

E mentre su Facebook si lavora già ad organizzare presidi e fiaccolate in tutta Italia, nei vari gruppi contro l'omofobia o sui profili degli esponenti del movimento GLBT, su Gay-forum si esprimono parole di solidarietà per Anna Paola Concia, la deputata del Pd che ha proposto la legge: "I miei pensieri vanno soprattutto a quella disgraziata della Concia, che deve sentirsi non dico isolata, ma proprio in prigione, in un Parlamento di merda e tradita dal suo stesso Pd che accusa senza mezzi termini: e non l'hanno nemmeno avvertita", dice Isher, che però viene subito ripreso: "La Concia cosa si aspettava da un partito come il Pd?" (ma qualcuno controreplica: "E' grottesco dare la colpa al Pd"). E anche qui viene affrontato il voto della teodem Binetti: "Se anche la Binetti avesse votato come il resto dei suoi colleghi, la legge sarebbe stata affossata comunque, però questo non toglie che la Binetti sia un problema". Le sue posizioni, fa notare l'utente "wintage", sono "un'onta per il Pd", anche se un altro "far finta che il problema sia la Binetti è un insulto all'intelligenza di ogni persona omosessuale o comunque che voglia vivere in un Paese decente. E' il Pd che deve cambiare, non tanto la Binetti".


Bocciato il decreto contro l'omofobia



14 ottobre 2009 - Intervista telefonica con Fabianna Tozzi Daneri, presidente ass. "TRANSgenere" e portavoce della manifestazione "Uguali", dopo la bocciatura del decreto legge contro l'omofobia. Ad intervistarla Jacopo Venier, direttore di PdCItv.

Edited by eustachio79 - 15/10/2009, 08:48

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

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tg3 nazionale 141009, legge bocciata, diritti umani, omofobia, parlamento, gay, Parla INSY LOAN



ringrazio ireosfqf per la condivisione del video, la sua pagina youtube è : www.youtube.com/ireosfqf

Omofobia, Franceschini "scarica" Paola Binetti



ringrazio daniele Martinelli, per questo video, il suo canale youtube è : www.youtube.com/studio1staff



OMNIBUS - LEGGE CONTRO L'OMOFOBIA: IL NO DELLA BINETTI



Al centro del dibattito, le polemiche dopo il no dell'On. Binetti alla legge contro l'omofobia

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

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image SORCI VERDI image

Partecipano: Marcello Saponaro consigliere regionale lombardo, Pietro Vertova consigliere comunale Verdi a Bergamo, Dimitri Lioi avvocato rete Lanford, Luca Pandini presidente Arcigay Bergamo.


Affossata la legge anti omofobia è incostituzionale 1/4



Affossata la legge anti omofobia è incostituzionale 2/4



Affossata la legge anti omofobia è incostituzionale 3/4



Affossata la legge anti omofobia è incostituzionale 4/4




FONTE DEI VIDEO : http://www.youtube.com/user/marcellosaponaro

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

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ntervento di Francesco Storace a Matrix (prima parte) - Dibattito sull'omofobia

Intervento di Francesco Storace a Matrix - 1 di 5



Intervento di Francesco Storace a Matrix - 2 di 5



Intervento di Francesco Storace a Matrix - 3 di 5





Intervento di Francesco Storace a Matrix - 4 di 5



Intervento di Francesco Storace a Matrix - 5 di 5


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

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L'INTERVISTA A PAOLA BINETTI SULLA STAMPA

imageimage

CLICCATE QUI PER LEGGERLA:

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Osservatorio SkyTg24 - Digis 19 ottobre 2009



Omofobia
Banca del Mezzogiorno
Questi gli argomenti trattati nel sondaggio Digis della settimana



Edited by eustachio79 - 20/10/2009, 20:18

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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IL GOVERNO NON RISPONDE , E LE ISTITUZIONI LOCALI LAVORANO PER CONTRO PROPRIO

REGIONE LAZIO: SL, ESTENDERE WELFARE A COPPIE DI FATTO
Tags:
coppie di fatto, garanzie sociali, giulio sardi, gruppo sl regione lazio, welfare
Comunicati 19 Ottobre 2009
di Giulio Sardi*

.
fonte : http://www.sinistraeliberta.it

Il Lazio si appresta a varare la sua nuova legge sul welfare…
di Giulio Sardi*
.
Il Lazio si appresta a varare la sua nuova legge sul welfare regionale. La proposta giunta ieri in Aula è frutto di un lungo percorso di unificazione di tre disegni di legge presentati rispettivamente dalla Giunta, dal Partito Democratico e da Sinistra e Libertà. Tuttavia il dato politico più significativo della legge non si trova nel testo già approvato dalla Commissione ma in un emendamento presentato dal consigliere di Sinistra e Libertà Luigi Nieri, che riveste anche la carica di assessore al bilancio.
La proposta di modifica del testo punta ad estendere gli interventi e i servizi sociali, previsti a favore della famiglia legittima (quella fondata sul matrimonio e prevista dall’articolo 29 della Costituzione), anche alla famiglia anagrafica, cioè, oltre alle coppie sposate, alle persone che convivono abitualmente per motivi di parentela, affinità o per altri vincoli affettivi. Cosa fino ad oggi impossibile in base alla legge regionale voluta nel 2001 da Storace che limita alle coppie benedette dal sacramento del matrimonio gli interventi di sostegno, anche economico, alle famiglie.
Se l’emendamento fosse approvato, ne beneficerebbero senz’altro le coppie eterosessuali non sposate e le coppie omosessuali, mentre resterebbero fuori quelle coabitazioni che derivano da motivi di cura (come la colf che assiste un malato 24 ore su 24), di lavoro o di studio (come i colleghi o gli studenti universitari che si dividono spazi e spese di un appartamento).
Non si tratterebbe di una primizia assoluta in Italia, perché nel Luglio del 2006 già la Puglia di Nichi Vendola inserì una norma molto simile nella sua legge quadro sul welfare. La norma pugliese non è mai stata oggetto di impugnazione di fronte alla Corte Costituzionale da parte del Governo nazionale e quindi, nonostante gli strali lanciati all’epoca anche dal Papa in persona, è vigente e pienamente operativa nella regione levantina.
In realtà l’emendamento era pronto da mesi e il gruppo di Sinistra e Libertà l’aveva già sottoposto in tempi non sospetti alla Sottocommissione incaricata di redigere il testo unificato, con il solo risultato però di ottenerne l’insabbiamento. Così l’emendamento è stato riproposto da Nieri in Aula.
E’ stata la casuale contemporaneità della bocciatura alla Camera della legge Concia sull’omofobia a farne un caso politico, con un articolo in prima pagina della cronaca romana di Repubblica che ha svegliato di soprassalto i consiglieri del centrodestra, ma anche esponenti di primo piano della maggioranza molto legati alle gerarchie cattoliche.
Ancora una volta sono le contraddizioni interne al Partito Democratico che rischiano di condizionare la partita e di riproporre anche alla Pisana lo stesso esito intollerante e omofobo appena scaturito a Montecitorio, con la ripetizione e moltiplicazione del “caso Binetti”.
In ballo, anche stavolta, c’è l’attuazione della norma cardine della nostra Costituzione, quell’articolo 3 che prevede l’uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge senza distinzione di sesso, di condizioni personali e sociali e la rimozione di tutti gli ostacoli di ordine sociale che limitano di fatto la libertà e l’uguaglianza dei cittadini.
L’estensione dei diritti civili a tutti e l’effettiva applicazione del principio dell’universalità dei servizi sociali, declamato con grande enfasi dalla proposta di legge regionale ma evidentemente non del tutto praticato, richiede ora la mobilitazione della società civile.
Si sono già espresse a favore la CGIL, i Radicali romani e le principali associazioni che si battono per i diritti omosessuali, a partire dall’Arcigay che con il segretario regionale Fabrizio Marrazzo chiede alla Regione di distinguersi dal Parlamento. Di certo l’approvazione dell’emendamento proprio a Roma, nella roccaforte del clericalismo, rappresenterebbe una svolta democratica da non sottovalutare.
Per ora la questione è rinviata alla settimana prossima, grazie alla pregiudiziale sollevata dal PDL che ha chiesto l’invio della proposta di legge al Consiglio delle Autonomie Locali per un parere. Poi tutti dovranno pronunciarsi, si spera nel merito, con il coraggio delle proprie opinioni e non sulla base di cavilli procedurali, che tentano ancora una volta di nascondere sotto il tappeto i granelli di polvere dell’omofobia. Granelli che, sempre più spesso, a Roma e nel resto d’Italia, si stanno trasformando in pietre, gettate in faccia a donne e uomini che hanno la sola colpa di amare persone del loro stesso sesso.

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
e non c'era rimasto nessuno a protestare

(Martin Niemöller)
 
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MOZIONE CONTRO L’OMOFOBIA ELABORATA DAL COORD. NAZ. SL

bozza, consiglio circoscrizionale, consiglio comunale, coordinamento nazionale sl, diritti civili, estensione tutele, legge mancino, mozione contro omofobia, odg, osservatorio contro omofobia, presentazione mozione
News 15 Ottobre 2009 | 7 Commenti
Pubblichiamo la bozza dell’ordine del giorno che il Coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà ha elaborato per…
Pubblichiamo la bozza dell’ordine del giorno che il Coordinamento nazionale di Sinistra e Libertà ha elaborato per l’istituzione nei consigli comunali o circoscrizionali di un osservatorio contro l’omofobia e per sollecitare il Parlamento affinché vengano estesi anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere le tutele previste dalla legge Mancino.



Bozza di MOZIONE da presentare nei consigli comunali e nelle circoscrizioni
per l’istituzione di un osservatorio contro l’OMOFOBIA



IL CONSIGLIO COMUNALE / CIRCOSCRIZIONALE

Premesso che
- Il principio generale di non discriminazione ha valore universale, riguarda ogni persona e,
come tale, è affermato nelle norme di diritto internazionale fin dalla Dichiarazione Universale dei
Diritti Umani adottata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948;
- la Costituzione della Repubblica Italiana all'art.3, comma 2, annovera tra i propri compiti la
rimozione di tutti quegli ostacoli che limitando la libertà e l'uguaglianza impediscono la
partecipazione all'organizzazione politica, economica e sociale del paese;
- la Raccomandazione n. 1117/89 del Parlamento Europeo invita il Consiglio europeo e gli
Stati membri a tutelare i diritti delle persone transessuali e a superare ogni forma di
discriminazione;
- il Parlamento europeo nella risoluzione dell'8 febbraio 1994, e in diversi atti successivi,
invita gli stati membri a rimuovere ogni forma di discriminazione fondata sull'orientamento
sessuale ed ad intraprendere campagne ed iniziative contro le forme di discriminazione menzionate;

Considerato che
- in Italia sopravvivono ostacoli che incidono sulle condizioni di esercizio dei diritti delle
persone omosessuali e transessuali;
- la motivazione della condizione delle persone aggredite per il loro orientamento sessuale o identità di genere configura l’aggressione nella categoria dei cosiddetti “crimini d’odio” (hate crimes), azioni criminali intese a danneggiare o intimidire persone a causa della loro razza, appartenenza etnica, orientamento sessuale, identità di genere o di altra condizione di gruppo minoritario;
- si ritiene pertanto necessario avviare un Servizio per il superamento delle discriminazioni
verso le persone omosessuali e transessuali;
- che tale Servizio sarà mirato ad individuare bisogni e a progettare interventi sul piano
sociale e su quello culturale, con l’obiettivo della realizzazione di un clima sociale fondato sul
rispetto e sull’inclusione;

Considerato inoltre
che il Servizio assolverà la propria funzione agendo nei seguenti campi:
- realizzare indagini conoscitive sulle condizioni di vita delle persone omosessuali e transessuali finalizzate a individuarne le problematiche e sulla percezione sociale dell'omosessualità e della transessualità da parte del resto della popolazione;
- costituire una banca dati sulle esperienze realizzate in Italia e all'estero per la tutela dei diritti
delle persone omosessuali e transessuali;
- diffondere e mettere a disposizione dei cittadini le informazioni raccolte anche attraverso la
creazione di pagine web sul sito del Comune;
- valorizzare la funzione informativa e documentaria svolta sul territorio cittadino dalle
biblioteche comunali proponendo l’acquisizione di testi relativi alle tematiche omosessuale e transessuale;
- promuovere iniziative culturali (dibattiti, presentazione di libri e di video, mostre) finalizzate
a favorire il dialogo fra le differenze;
- promuovere azioni formative rivolte ad operatori comunali e ad operatori in campo
educativo, assistenziale e sociosanitario;
- collaborare con le associazioni presenti sul territorio per sviluppare iniziative comuni;
- partecipare alle attività della “Rete Nazionale delle Pubbliche Amministrazioni per il
superamento delle discriminazioni basate sull'orientamento sessuale e sull'identità di genere”;

INVITA

il Parlamento italiano ad estendere anche all’orientamento sessuale e all’identità di genere le tutele
previste dalla legge 205 del 1993, detta “Legge Mancino”, nei confronti di atti di “discriminazione,
odio o violenza per motivi razziali etnici, nazionali o religiosi”.

IMPEGNA LA GIUNTA

- ad istituire un “Servizio per il superamento delle discriminazioni delle persone omosessuali e transessuali”;
- ad assumere i provvedimenti necessari all'attuazione operativa del progetto mediante
l’individuazione tra il personale dipendente di quello più idoneo, anche attraverso un eventuale
ampliamento del settore, e la determinazione degli impegni di spesa che si renderanno necessari
per lo svolgimento del Servizio.


Edited by eustachio79 - 23/10/2009, 12:54

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

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ECCO COME LA BUONA POLITICA SI MUOVE PER RISPONDERE ALL'INDIFFERENZA DEL GOVERNO

Video dell'intervento del consigliere Luca Gandolfi (Italia dei Valori) nel Consiglio Provinciale di Milano del 22 ottobre 2009 inerente l'Ordine del Giorno di cui Gandolfi è primo firmatario ed estensore avente per oggetto solidarietà alle vittime dellintolleranza omofobica e ferma condanna di ogni forma di violenza.
In qualità di relatore il consigliere Gandolfi introduce il tema.


parte 1



parte 2



parte 3


Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me
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